La Pigna è il centro storico medievale di Sanremo: un quartiere a cerchi concentrici sulla collina, fatto di carruggi ripidi, scalinate, archi e passaggi coperti, che sale dal livello della città nuova fino ai giardini e al santuario in cima. Si visita a piedi, gratis, in una o due ore; l’ingresso classico è dalla Porta di Santo Stefano.
Il nome viene dalla forma del quartiere, che dall’alto ricorda una pigna. Non c’è biglietto, ma ci sono molte scale: le scarpe contano più della guida.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 5 min
Storia: perché è fatta così
Il nucleo nacque verso l’XI secolo su un’altura difendibile e fu ampliato e rinforzato fino al Cinquecento, per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei corsari barbareschi. Per questo il quartiere cresce ad anelli, con case addossate l’una all’altra, porte e passaggi coperti: era una città pensata per chiudersi.
Nel 1550 fu costruita la Torre Saracena, una torre circolare e snella di avvistamento, oggi staccata dal quartiere (non fa parte delle mura interne). Dopo la rivolta contro Genova del 1753 i genovesi demolirono il castello medievale sulla cima; il terremoto del 23 febbraio 1887 rase al suolo altre case e lasciò lo spazio ai giardini che oggi portano il nome della regina Elena. Nell’Ottocento il turismo spostò la città verso il mare e la Pigna restò indietro, per decenni trascurata.
Porta di Santo Stefano e le cerchie di mura
Gli archi di Santo Stefano, del XIV secolo, segnano l’ingresso dal lato basso e separano la città vecchia da quella nuova. Salendo da piazza Cassini si passano tre porte di epoche diverse: la più antica, della prima metà del Trecento, porta una targa di marmo del 1321 con stemmi consumati; poi una quattrocentesca; infine una cinquecentesca, costruita contro i corsari, con una torre trasformata in abitazione. Anche a San Giuseppe una porta conserva la caditoia da cui si colpivano gli assalitori.
Itinerario a piedi nella Pigna
Non esiste un percorso ufficiale segnato: questo è un ordine ragionevole per salire senza ripetere strade. Tieni aperta la mappa, i vicoli ingannano.
Rivolte di San Sebastiano e piazza dei Dolori
Appena dentro la porta, a sinistra, il passaggio coperto delle Rivolte di San Sebastiano porta a piazza dei Dolori: portici, stemmi medievali e l’oratorio di San Sebastiano, costruito dopo la peste del 1502 e restaurato nei suoi affreschi del Seicento. Qui è ricordata la preghiera di papa Paolo III (maggio 1538); l’oratorio fu danneggiato da un incendio nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1945. Sulla piazza c’è anche Palazzo Gentile-Spinola.
Piazza Santa Brigida
È la piazza più viva del quartiere: mercato e, d’estate, il cinema all’aperto. La chiesa sconsacrata è oggi centro culturale. La piazza è stata rifatta con i lavori di riqualificazione del quartiere.
Via Palma e piazza della Cisterna
Via Palma era l’asse principale del quartiere, con le case delle famiglie più in vista: Casa Manara, considerata la più bella di Sanremo, ospitò Paolo III il 17–18 maggio 1538, e Palazzo Sapia-Rossi ricorda la cena di Napoleone, allora comandante di artiglieria, il 7 settembre 1794. In piazza della Cisterna il nome ricorda le cisterne che raccoglievano l’acqua piovana prima dell’acquedotto; c’è un tabernacolo votivo della fine del Settecento, la «Madonna del latte».
Chiesa di San Giuseppe e oratorio di San Costanzo
San Giuseppe, seicentesca e completata nell’Ottocento, è la chiesa più grande del quartiere. L’oratorio di San Costanzo fu ricostruito nel 1897 dopo il terremoto del 1887 e conserva le reliquie del martire e il corpo di san Faustino, patrono dei fioristi.
In cima: giardini e santuario
I Giardini Regina Elena nascono dopo il terremoto del 1887, nella parte alta del quartiere, e danno una vista larga su tetti e mare. Più su, a circa cento metri sul livello del mare, il Santuario della Madonna della Costa è barocco (edificio del 1630, cupola settecentesca) e ha un sagrato da cui si vede tutta la baia.
Per il ritorno scegli un’altra strada: la Pigna si gode meglio scendendo.
Il Museo Civico ha sede dal 2016 in Palazzo Nota, in piazza Alberto Nota 2. Secondo il Comune apre da martedì a domenica, 10–18 (pagina di maggio 2026); gli orari estivi sono diversi.
Il quartiere è in rinascita: botteghe artigiane, qualche bistrot, piazze rifatte. È parte del progetto «La Pigna UP», finanziato anche con fondi PNRR, che prevede il recupero di piazze, vie ed edifici storici, tra cui l’oratorio di Santa Brigida, la Cappella Bottini e i giardini. Nel 2026 non risultano comunicati sullo stato dei cantieri: se trovi transenne o percorsi chiusi, è normale.
Consigli pratici
Vai la mattina o nel tardo pomeriggio: d’estate le scale sono calde e senza ombra.
Scarpe con suola buona; passeggini e valigie sono scomodi, le carrozzine spesso impossibili.