Arco e carruggio della Pigna di Sanremo

La Pigna

Il centro storico medievale di Sanremo: carruggi, porte e piazze fino ai giardini e al santuario. Storia, itinerario e consigli.

Arco e carruggio della Pigna di Sanremo
Dove
sulla collina sopra il centroalle spalle di piazza Eroi Sanremesi e della Concattedrale di San Siro
Ingresso
liberole vie sono sempre percorribili. Chiese e oratori hanno orari propri e spesso sono chiusi
Durata
1–2 ore3 se aggiungi il santuario e una sosta
Auto
non entravicoli e scale): si parcheggia in basso
Informazioni
ufficio turistico del Comune0184 580500, turismo@comunedisanremo.it

La Pigna è il centro storico medievale di Sanremo: un quartiere a cerchi concentrici sulla collina, fatto di carruggi ripidi, scalinate, archi e passaggi coperti, che sale dal livello della città nuova fino ai giardini e al santuario in cima. Si visita a piedi, gratis, in una o due ore; l’ingresso classico è dalla Porta di Santo Stefano.

Il nome viene dalla forma del quartiere, che dall’alto ricorda una pigna. Non c’è biglietto, ma ci sono molte scale: le scarpe contano più della guida.

Storia: perché è fatta così

Carruggi della Pigna, il centro storico di Sanremo

Il nucleo nacque verso l’XI secolo su un’altura difendibile e fu ampliato e rinforzato fino al Cinquecento, per proteggere gli abitanti dalle incursioni dei corsari barbareschi. Per questo il quartiere cresce ad anelli, con case addossate l’una all’altra, porte e passaggi coperti: era una città pensata per chiudersi.

Nel 1550 fu costruita la Torre Saracena, una torre circolare e snella di avvistamento, oggi staccata dal quartiere (non fa parte delle mura interne). Dopo la rivolta contro Genova del 1753 i genovesi demolirono il castello medievale sulla cima; il terremoto del 23 febbraio 1887 rase al suolo altre case e lasciò lo spazio ai giardini che oggi portano il nome della regina Elena. Nell’Ottocento il turismo spostò la città verso il mare e la Pigna restò indietro, per decenni trascurata.

La Torre Saracena (torre della Ciapèla) a Sanremo

Porta di Santo Stefano e le cerchie di mura

Gli archi di Santo Stefano, del XIV secolo, segnano l’ingresso dal lato basso e separano la città vecchia da quella nuova. Salendo da piazza Cassini si passano tre porte di epoche diverse: la più antica, della prima metà del Trecento, porta una targa di marmo del 1321 con stemmi consumati; poi una quattrocentesca; infine una cinquecentesca, costruita contro i corsari, con una torre trasformata in abitazione. Anche a San Giuseppe una porta conserva la caditoia da cui si colpivano gli assalitori.

Itinerario a piedi nella Pigna

Un passaggio coperto nella Pigna, il centro storico di Sanremo

Non esiste un percorso ufficiale segnato: questo è un ordine ragionevole per salire senza ripetere strade. Tieni aperta la mappa, i vicoli ingannano.

Una via della Pigna a Sanremo

Rivolte di San Sebastiano e piazza dei Dolori

Appena dentro la porta, a sinistra, il passaggio coperto delle Rivolte di San Sebastiano porta a piazza dei Dolori: portici, stemmi medievali e l’oratorio di San Sebastiano, costruito dopo la peste del 1502 e restaurato nei suoi affreschi del Seicento. Qui è ricordata la preghiera di papa Paolo III (maggio 1538); l’oratorio fu danneggiato da un incendio nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1945. Sulla piazza c’è anche Palazzo Gentile-Spinola.

L'arco di Santa Brigida nella Pigna, fotografia storica di Carlo Brogi

Piazza Santa Brigida

È la piazza più viva del quartiere: mercato e, d’estate, il cinema all’aperto. La chiesa sconsacrata è oggi centro culturale. La piazza è stata rifatta con i lavori di riqualificazione del quartiere.

Via Palma e piazza della Cisterna

Via Palma era l’asse principale del quartiere, con le case delle famiglie più in vista: Casa Manara, considerata la più bella di Sanremo, ospitò Paolo III il 17–18 maggio 1538, e Palazzo Sapia-Rossi ricorda la cena di Napoleone, allora comandante di artiglieria, il 7 settembre 1794. In piazza della Cisterna il nome ricorda le cisterne che raccoglievano l’acqua piovana prima dell’acquedotto; c’è un tabernacolo votivo della fine del Settecento, la «Madonna del latte».

Chiesa di San Giuseppe e oratorio di San Costanzo

San Giuseppe, seicentesca e completata nell’Ottocento, è la chiesa più grande del quartiere. L’oratorio di San Costanzo fu ricostruito nel 1897 dopo il terremoto del 1887 e conserva le reliquie del martire e il corpo di san Faustino, patrono dei fioristi.

In cima: giardini e santuario

La fontana monumentale dei Giardini Regina Elena a Sanremo

I Giardini Regina Elena nascono dopo il terremoto del 1887, nella parte alta del quartiere, e danno una vista larga su tetti e mare. Più su, a circa cento metri sul livello del mare, il Santuario della Madonna della Costa è barocco (edificio del 1630, cupola settecentesca) e ha un sagrato da cui si vede tutta la baia.

Il sagrato del Santuario della Madonna della Costa

Per il ritorno scegli un’altra strada: la Pigna si gode meglio scendendo.

Cosa c'è intorno

La Pigna oggi e i lavori

Piazza Capitolo, nella Pigna di Sanremo

Il quartiere è in rinascita: botteghe artigiane, qualche bistrot, piazze rifatte. È parte del progetto «La Pigna UP», finanziato anche con fondi PNRR, che prevede il recupero di piazze, vie ed edifici storici, tra cui l’oratorio di Santa Brigida, la Cappella Bottini e i giardini. Nel 2026 non risultano comunicati sullo stato dei cantieri: se trovi transenne o percorsi chiusi, è normale.

Consigli pratici

  • Vai la mattina o nel tardo pomeriggio: d’estate le scale sono calde e senza ombra.
  • Scarpe con suola buona; passeggini e valigie sono scomodi, le carrozzine spesso impossibili.
  • Per l’auto vedi i parcheggi di Sanremo; lasciala in basso.
  • Rispetta la quiete: è un quartiere abitato.
  • Chiese e oratori non hanno orari certi: se ti interessano, chiedi all’ufficio turistico.

Dove si trova

La Pigna si trova a Sanremo (Riviera di Ponente, Riviera dei Fiori).

Mappa: dove si trova La Pigna in LiguriaPIEMONTELOMBARDIAEMILIA-ROMAGNATOSCANAFRANCIARIVIERA DI PONENTERIVIERA DI LEVANTEMAR LIGUREGenovaSavonaImperiaLa SpeziaLa Pigna
Confini: ISTAT, Natural Earth · Mappa interattiva →

Domande frequenti

Domande frequenti

Perché si chiama Pigna?

Per la forma del quartiere, costruito a cerchi sulla collina, che ricorda una pigna.

Quanto tempo serve?

Da una a due ore per la parte storica; aggiungi un’ora se sali ai giardini e al santuario.

Si paga per entrare nella Pigna?

No, le strade sono pubbliche. Eventuali chiese, oratori e musei hanno regole proprie.

Dove comincia il percorso?

Il punto classico è la Porta di Santo Stefano, ma puoi partire anche da piazza San Siro.

Si può andare in auto?

No: è fatta di vicoli e scale. Parcheggia in basso e sali a piedi.

È adatta ai bambini o a chi cammina poco?

Ai bambini sì, se sanno salire le scale; per chi cammina poco conviene fermarsi alle prime piazze senza arrivare al santuario.

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Foto: Benjamin Smith (CC BY-SA 4.0) · Carlo Brogi (pubblico dominio) · Davide Papalini (CC BY-SA 3.0) · Iswoar (CC BY-SA 4.0) · Davide Papalini (CC BY-SA 3.0) · Patrizia Peruzzini (CC BY 2.0) — Wikimedia Commons
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