
Isola Gallinara: si può visitare? Storia, gite in barca e immersioni
L'isola davanti ad Albenga: riserva naturale, storia, perché non si sbarca, gite in barca da Alassio, immersioni e dove vederla dalla costa.
- Dove
- davanti ad Albengaa circa 1,5 km dalla costa
- Tutela
- area naturale protetta della Regione Liguria dal 1989
- Si può sbarcare?
- No: l'isola è privata e chiusa ai visitatori
- Gite in barca
- intorno all'isolasenza attracco, soprattutto da Alassio
- Immersioni
- solo con le guide dei diving convenzionati
- Vista migliore
- dalla via Iulia Augusta e dalle terrazze di Santa Crocesopra Alassio
L’isola Gallinara è l’isolotto verde che vedi da tutte le spiagge tra Albenga e Alassio: appartiene al Comune di Albenga, è un’area naturale protetta dal 1989 ed è proprietà privata. Sull’isola non si sbarca: la puoi ammirare dalla costa, girarle intorno in barca o esplorarne i fondali con un diving autorizzato. Ecco cos’è, la sua storia e come vederla da vicino.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min
Cos'è l'isola Gallinara

La Gallinara è una piccola isola rocciosa, larga meno di mezzo chilometro, che sale fino a 89 metri sul livello del mare. La separa dalla terraferma un canale poco profondo, in media una dozzina di metri. Sulla sommità si vede la torre di avvistamento costruita dai genovesi tra il 1542 e il 1547 contro le incursioni dei pirati.
Il nome viene dalle galline selvatiche che ci vivevano in epoca romana, citate da autori latini come Varrone e Columella. Oggi gli abitanti più numerosi sono gli uccelli marini.
Riserva naturale: perché è protetta
Nel 1989 la Regione Liguria ha inserito l’isola tra le sue aree protette, per il valore naturale, storico e archeologico. È anche un sito di interesse comunitario della rete europea Natura 2000.
- Gabbiani reali: sulla scogliera sud nidifica una delle colonie più grandi del Mar Ligure.
- Macchia mediterranea: corbezzolo, mirto, cisto e altre piante tipiche della costa ligure.
- Fondali: praterie di posidonia sul lato nord, coralligeno e spugne gialle sul lato sud, dove il fondale scende rapidamente fino a circa 50 metri.
Da anni si parla anche di un’area marina protetta intorno all’isola: per ora valgono le regole su sbarco e immersioni descritte sotto.
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La storia: san Martino e l'abbazia benedettina
Intorno alla metà del IV secolo san Martino di Tours, in fuga dalle persecuzioni ariane, visse sull’isola come eremita per alcuni anni. La tradizione lega al suo soggiorno una grotta sul lato ovest.
Più tardi i monaci benedettini vi fondarono un’abbazia, ricostruita dopo le incursioni saracene e documentata nel 1011 come monastero dei santi Maria e Martino. Nel XII secolo divenne autonoma, sotto la protezione diretta della Santa Sede, e possedeva terre lungo la costa: la chiesa di Santa Croce ad Alassio fu costruita proprio dai monaci della Gallinara, nell’XI secolo. Dal Duecento iniziò il declino; nel 1473 l’abbazia divenne una commenda. Nell’Ottocento l’isola passò a privati, che costruirono sui resti del monastero.
Si può visitare la Gallinara?
No. L’isola è privata e non è aperta ai turisti: non ci sono traghetti né visite organizzate a terra, e le gite in barca la avvicinano senza attraccare. Non provare a sbarcare con il gommone o con il SUP: oltre a essere proprietà privata, è un’area naturale protetta.
Puoi però vederla molto da vicino dal mare, oppure scoprirne la parte sommersa con un’immersione accompagnata.
Giro in barca intorno all'isola

Le gite intorno alla Gallinara partono soprattutto dal porto di Alassio. In barca costeggi le scogliere, passi sotto la colonia di gabbiani e vedi da vicino la torre e le costruzioni sui resti dell’abbazia. Alcune uscite prevedono una sosta per il bagno o lo snorkeling davanti all’isola.
Le gite sono stagionali e dipendono dal mare. Prezzi e orari cambiano ogni anno: chiedi all’ufficio turistico di Alassio o controlla sul sito visitalassio.com.
Immersioni alla Gallinara
Per anni le immersioni sono state vietate, a causa di ordigni bellici inesplosi e di un relitto sul fondale. Oggi sono consentite solo con le guide dei diving center convenzionati: non puoi immergerti da solo. I punti più conosciuti sono due:
- Punta Falconara: immersione facile, con la statua in bronzo del Cristo Redentore posata nel 1998 a circa 18 metri.
- Punta Sciusciau: più esposta alle correnti, tra 15 e 30 metri, con cernie, murene, polpi e scorfani.
Nel canale tra Albenga e l’isola giacciono anche relitti di navi romane del I secolo a.C., cariche di anfore: molti reperti sono esposti al Museo Navale Romano di Albenga. Verifica prima che sia aperto.
Dove vederla dalla costa

La Gallinara è sempre davanti a te, dalle spiagge di Albenga fino al lungomare di Alassio. I punti panoramici migliori:
- Via Iulia Augusta: l’antica strada romana tra Albenga e Alassio, circa 6 km e 2 ore a piedi, con l’isola davanti per quasi tutto il percorso.
- Santa Croce: la chiesetta benedettina sopra Alassio, con le terrazze sulla Baia del Sole.
- Madonna della Guardia: il santuario sul monte Tirasso, a 586 metri, per vederla dall’alto.
- Lungomare di Alassio: il molo e la passeggiata a mare, soprattutto al tramonto.
Se sei in zona per il mare, guarda anche le spiagge di Alassio e, per tornare a terra con il gusto, i prodotti tipici di Albenga. In auto in pochi minuti arrivi anche a Laigueglia e Loano.
Domande frequenti
Domande frequenti
Si può sbarcare sull'isola Gallinara?
No. L’isola è privata e chiusa ai turisti. Le gite in barca la girano intorno senza attraccare.
Di chi è l'isola Gallinara?
Fa parte del Comune di Albenga, ma è di proprietà privata dall’Ottocento. È anche un’area naturale protetta della Regione Liguria dal 1989.
Da dove partono le gite in barca?
Soprattutto dal porto di Alassio. Le uscite sono stagionali: verifica orari e prezzi aggiornati con l’ufficio turistico.
Si possono fare immersioni alla Gallinara?
Sì, ma solo accompagnato dalle guide dei diving convenzionati. I punti più famosi sono Punta Falconara, con il Cristo sommerso, e Punta Sciusciau.
Perché si chiama Gallinara?
Per le galline selvatiche che vi vivevano in epoca romana, citate da autori latini come Varrone e Columella.
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