La Concattedrale di San Siro è la chiesa più antica di Sanremo e il miglior esempio di romanico del centro storico. Sta in piazza San Siro, a pochi passi da via Matteotti e dai vicoli della Pigna. Vale una sosta per la facciata ricostruita, le navate in pietra e un crocifisso nero legato a una leggenda locale. L’ingresso è libero.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 3 min
Un po' di storia
La tradizione vuole che qui sorgesse già nell’811 una chiesa dove avrebbe celebrato san Siro, vescovo di Genova: è una tradizione, non un dato documentato. L’edificio attuale fu costruito all’inizio del XII secolo dai maestri comacini, e le prime notizie scritte sono atti comunali del 1143. Nel 1530 la chiesa ottenne il titolo di «insigne collegiata».
Nei secoli ha avuto molti danni e rifacimenti. Nel 1544 i corsari di Barbarossa distrussero l’altare, ma i tesori erano stati nascosti. Dal Seicento fu trasformata in forme barocche. Il 30 settembre 1745 il bombardamento di una flotta inglese fece crollare parte del tetto e la facciata. Nel 1753, dopo la rivolta contro la Repubblica di Genova, venne abbattuto il campanile.
Tra il 1901 e il 1948, con una lunga pausa, i restauri tolsero le aggiunte barocche e riportarono la chiesa a un aspetto romanico: per questo la facciata è in parte ricostruita. Nel 1947 la chiesa è diventata basilica minore.
Cosa vedere
L'esterno
La facciata ha un portale a strombo con arco acuto, un grande rosone e piccoli archetti ciechi. Le due porte laterali, con bassorilievi, sono considerate le parti più antiche. Il campanile ha la base medievale ed è stato rifatto in forme barocche, poi riparato dopo i danni di guerra del 1944.
L'interno
Colonne e pilastri dividono lo spazio in tre navate, di stile romanico con archi a sesto acuto di gusto gotico. Le coperture in legno di larice sono frutto dei restauri del Novecento.
Le opere d'arte
Crocifisso nero: di autore ignoto, datato al XV secolo, nella navata destra. È legato a un episodio del 1543, prima della battaglia contro i saraceni nella zona di Verezzo: secondo il racconto, il Cristo avrebbe sorriso al podestà. Resta una leggenda.
Anton Maria Maragliano: all’altare maggiore si indicano un crocifisso e una statua della Madonna del Rosario del grande scultore genovese. L’attribuzione del crocifisso è però discussa dal catalogo nazionale.
Come arrivare
La chiesa è nel centro storico, a piedi. Da via Matteotti ci vogliono pochi minuti. In auto lascia la macchina nei parcheggi fuori dal centro: le strade intorno sono strette.
Consigli per la visita
Vestiti in modo adatto a un luogo di culto, e durante le messe visita con discrezione.
Per gli orari delle messe e delle visite rivolgiti alla parrocchia o alla diocesi di Ventimiglia-San Remo: cambiano nelle feste e in estate.
Si paga per entrare nella Concattedrale di San Siro?
No, è una chiesa parrocchiale e non risulta un biglietto d’ingresso.
Quando è stata costruita?
L’edificio attuale risale agli inizi del XII secolo. L’811 che si legge spesso è solo la data tradizionale di una chiesa precedente.
Quali sono gli orari di apertura?
Non c’è un orario ufficiale fisso che abbiamo potuto confermare: dipende dalle messe. Chiedi alla parrocchia o alla diocesi prima di andare.
Perché si chiama «concattedrale»?
La diocesi di Ventimiglia-San Remo ha due chiese cattedrali: quella di Ventimiglia e, appunto, San Siro a Sanremo.
Le opere di Maragliano sono certe?
Le guide le attribuiscono a lui, ma il catalogo nazionale nota che il crocifisso è citato come sua opera solo in fonti recenti. Meglio dire «attribuito».
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