Il torrente Prino e le case di Dolcedo

Dolcedo

Borgo della Valle Prino, nell'entroterra di Imperia: ponti medievali, case sul torrente, frantoi ad acqua, mulattiere tra gli ulivi e Bellissimi.

Il torrente Prino e le case di Dolcedo
Zona
Riviera dei FioriRiviera di Ponente · Provincia di Imperia
Ideale per
Slow travelolio, camminate tra gli ulivi, coppie e chi cerca un'alternativa al mare
Spiagge
Nessuna in paese: il mare è a Imperia e San Lorenzo al Marea circa 10 km
Periodo migliore
Aprile–giugno e settembre–novembreluglio–agosto per i laghetti di Lecchiore
In treno
Nessuna stazione: scendi a Imperialinea Genova–Ventimiglia), poi bus Riviera Trasporti 23 o 24
In auto
A10, uscita Imperia Ovest, poi 7–10 km lungo il Prinopochi posti in centro
Aeroporto
Genova (circa 125 km), poi treno fino a Imperia e busNizza da verificare
Quanto restare
Mezza giornata per il borgoun giorno con Lecchiore e Bellissimi

Benvenuti a Dolcedo

Dolcedo

Dolcedo è un borgo di circa 1.300 abitanti nella Valle Prino, nell’entroterra di Imperia. Il centro sta a 75 metri di altitudine, nel punto in cui il torrente Prino incontra il Rio dei Boschi: le case di pietra si affacciano direttamente sull’acqua e i ponti medievali ne collegano le due parti. Intorno salgono i terrazzamenti di ulivi, il 31% del territorio comunale, circa 615 ettari.

Per secoli qui l’olio è stato il lavoro di tutti. Nel Trecento la valle fu soprannominata «conca d’oro» per la ricchezza che l’olio portava, e lungo il Prino e il Rio dei Boschi funzionavano oltre cento tra frantoi e mulini, mossi dall’acqua. Molti sono oggi case o depositi, ma ruote, canali e ponti si leggono ancora nel paesaggio. Se vuoi capire come si faceva l’olio di taggiasca, leggi anche l’approfondimento su olio e frantoi di Dolcedo.

Dolcedo è un posto da mezza giornata o da un giorno intero, non da code e da spiaggia: il mare più vicino è quello di Imperia e di San Lorenzo al Mare, a una decina di chilometri. Vieni per camminare tra i ponti, per le mulattiere tra gli ulivi, per un pranzo in un vecchio mulino e per i borghi della valle, come Bellissimi e Lecchiore.

Dove si trova Dolcedo

Dolcedo si trova in Liguria (Riviera di Ponente, Riviera dei Fiori, provincia di Imperia), a 96 km da Genova in linea d’aria.

Mappa: dove si trova Dolcedo in LiguriaPIEMONTELOMBARDIAEMILIA-ROMAGNATOSCANAFRANCIARIVIERA DI PONENTERIVIERA DI LEVANTEMAR LIGUREGenovaSavonaImperiaSanremoLa SpeziaDolcedo
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Cosa vedere

Cosa vedere a Dolcedo

Il torrente Prino e le case di Dolcedo

Il centro storico, chiamato Piazza, si gira a piedi in un’ora scarsa. Tutto quello che conta sta a pochi passi: il ponte sul Prino, la piazza con la loggia, la chiesa di San Tommaso, le case sull’acqua. Gli altri punti sono nelle frazioni, da raggiungere in auto o a piedi.

Il ponte medievale di Dolcedo

Il Ponte Grande, o ponte dei Cavalieri di Malta

È il simbolo del paese: un ponte a una sola arcata a sesto acuto, in pietra, che scavalca il Prino e collega la parte alta e la parte bassa dell’abitato. Per secoli ci passavano i prodotti della terra, olio compreso. La tradizione lo attribuisce ai Cavalieri di Malta e sul parapetto si legge l’iscrizione 1292; le guide però non concordano sulla data, quindi dire «fine del Duecento» è la scelta più sicura. Mettiti sul ponte per guardare l’acqua e le case, poi scendi verso il torrente per la vista dal basso.

Il centro di Dolcedo di notte

Piazza Doria e la Loggia comunale

Il cuore civile del paese è piazza Doria, dove si affaccia il municipio. Qui sorge la loggia, costruita nel Seicento dopo il 1613, quando Genova concesse autonomia amministrativa al Terziere di San Tommaso. Sotto i suoi archi cerca le misure in marmo per l’olio e per il vino e le aste di ferro per misurare le stoffe: ricordano che nella loggia si faceva il mercato. L’edificio è anche l’antico Monte di Pietà, attivo dal 1505 al 1863.

Il campanile di San Tommaso a Dolcedo

Chiesa di San Tommaso Apostolo

La parrocchiale è una chiesa barocca ricostruita tra il 1717 e il 1738 su progetto dell’architetto Marvaldi, lo stesso della chiesa dei Corallini a Cervo. Ha pianta a croce greca, nove altari e tele di scuola genovese; tra le opere, il Martirio di San Pietro di Gregorio De Ferrari. Il portale in pietra nera è quattrocentesco e il campanile conserva una base romanica. Il sagrato in ciottoli bianchi e neri vale una sosta, anche se la chiesa è chiusa: gli orari di apertura non sono garantiti, chiedi in paese.

Dolcedo affacciata sul torrente

Le case sull'acqua e le «casô»

Scendi lungo il torrente e guarda le facciate: molte case sono costruite a ridosso del Prino, con gli archi che scavalcano canali e vecchi accessi ai mulini. In paese e nelle frazioni trovi le «casô», case di pietra con tetti di ciappe d’ardesia, tipiche di Dolcedo, e i loggiati alti dove si essiccavano funghi e fichi. È una passeggiata da fare senza fretta, con la macchina fotografica.

Il ponte di pietra di Dolcedo

Gli altri ponti: Merea, Martelli e Ripalta

Oltre al Ponte Grande, la valle conserva altri ponti in pietra. Il Ponte Merea è dell’inizio dell’Ottocento; il Ponte Martelli sta lungo la mulattiera che porta verso il Merea. Le cronache del 2016 descrivevano il Merea chiuso per pericolo e il Martelli coperto dalla vegetazione, e non c’è una conferma ufficiale sulla situazione attuale. Non attraversare ponti transennati: prima di fare il giro, chiedi al Comune. Un altro ponte in pietra si trova a Ripalta, sul Rio dei Boschi, vicino alle ruote e ai canali dei vecchi frantoi ad acqua.

Oratori, cappelle e chiese minori

La chiesa della Santissima Annunziata risale al 1290 ed è considerata la prima parrocchia della valle. L’oratorio di San Lorenzo, seicentesco, con la facciata monumentale, secondo una sola fonte apre solo la Domenica delle Palme e il 10 agosto: se vuoi vederlo dentro, verifica prima. A Castellazzo ci sono Santa Maria del Belvedere, forse del XII secolo, con interno romanico ed esterno barocco, e Sant’Antonio Abate, del 1407. A Lecchiore c’è il santuario di Nostra Signora dell’Acquasanta, del Seicento.

Cappella di Santa Brigida

Sulla strada provinciale 79, a 448 metri, la cappella di Santa Brigida fu ricostruita nel 1425 e sorge sul passo che porta verso Pietrabruna e la Valle San Lorenzo. La leggenda vuole che santa Brigida sia passata di qui nel 1340 andando a Roma. È anche il punto di partenza di alcune escursioni verso il Passo di Vena.

Dolcedo vista dall'alto

Bellissimi e le mongolfiere di carta

La frazione di Bellissimi è conosciuta come «U paise di balui», il paese delle mongolfiere di carta. La tradizione risale all’Ottocento e oggi sui muri trovi murales a tema. Il lancio avviene di solito la prima domenica di settembre, per la festa della Madonna della Misericordia: il programma dell’edizione 2026 non è confermato, quindi controlla con il Comune prima di organizzare la gita. Bellissimi è un Luogo del Cuore FAI.

Lecchiore e i laghetti

Lecchiore, a circa 3 chilometri da Bellissimi, è una frazione tranquilla con il santuario dell’Acquasanta e una serie di pozze nel torrente, con una piccola cascata. L’acqua è fredda anche d’estate. I laghetti non sono attrezzati né sorvegliati, le rocce sono scivolose e con la piena il torrente diventa pericoloso: non lasciare bambini da soli, non fare il bagno dopo piogge e chiedi al Comune se ci sono divieti. Un anello da Dolcedo ai laghetti, secondo Komoot, è di circa 5 chilometri con 260 metri di dislivello; i tempi cambiano a seconda del passo.

Sferisterio e pallapugno

Lo sferisterio comunale «L.P. Gandolfo» ospita partite di pallapugno, il gioco della palla a mano tipico dell’entroterra ligure e piemontese. Nel calendario del Comune compare il Campionato italiano 2026, ma non ci sono date confermate: se capiti nel pomeriggio di una partita, i parcheggi si riempiono.

Il campanile e il borgo di Dolcedo dal torrente

Dove dormire

Dove dormire a Dolcedo

Dolcedo non ha molti alberghi: l’offerta è fatta di B&B, case vacanza e agriturismi. È la scelta giusta se vuoi calma, ulivi e un campanile fuori dalla finestra, con il mare a una decina di chilometri.

  • Piazza, il centro: pochi alloggi in case storiche. Per chi vuole cenare e passeggiare a piedi.
  • Bellissimi: case e appartamenti, alcuni con piscina stagionale, a pochi chilometri dai laghetti di Lecchiore. Serve l’auto.
  • Isolalunga e le altre frazioni: agriturismi e appartamenti tra gli ulivi, più spazio e più silenzio; le strade sono strette.
  • Imperia o San Lorenzo al Mare: se vuoi più scelta, vita serale e spiaggia, e salire a Dolcedo in giornata.

Come arrivare

Come arrivare a Dolcedo

In auto

Prendi l’autostrada A10 ed esci a Imperia Ovest, poi segui le indicazioni per Dolcedo lungo il Prino. Sono circa 7–10 chilometri da Imperia e 15–20 minuti di guida. Le strade finali sono strette.

In treno

Dolcedo non ha la stazione. Scendi a Imperia, sulla linea Genova–Ventimiglia, e prosegui in autobus. Gli orari dei treni sono su Trenitalia.

In autobus

Riviera Trasporti ha due linee da Imperia: la 23 verso Dolcedo e Lecchiore e la 24 verso Dolcedo, Prelà e Villatalla. Orari e frequenza cambiano durante l’anno e non sono confermati qui: controllali sul sito di Riviera Trasporti prima di partire.

In aereo

L’aeroporto più vicino ai voli di linea è Genova Cristoforo Colombo, a circa 125 chilometri. Dall’aeroporto prendi il treno per Imperia e poi l’autobus. Anche Nizza è un’alternativa sul lato francese: controlla i collegamenti.

Parcheggi

Nel centro storico i posti sono pochi: lascia l’auto nelle aree esterne e arriva a piedi. Nei giorni di partita allo sferisterio i parcheggi si riempiono. Se vai a pranzo da Casa della Rocca, c’è un parcheggio vicino, nel frantoio; per l’anello del Monte Faudo si parte da Ripalta. Tariffe e posti: chiedi al Comune.

In auto

A10, uscita Imperia Ovest, poi 7–10 km lungo il Prino; pochi posti in centro

In treno

Nessuna stazione: scendi a Imperia (linea Genova–Ventimiglia), poi bus Riviera Trasporti 23 o 24

In aereo

Genova (circa 125 km), poi treno fino a Imperia e bus; Nizza da verificare

La guida

L’olio e i frantoi di Dolcedo

La taggiasca è la cultivar che domina questa valle, e a Dolcedo la storia dell’olio parte da lontano: nel 1103 la chiesa di San Tommaso fu affidata ai benedettini di Lérins, che diffusero la coltivazione dell’olivo. Sotto la loggia, le misure in marmo per l’olio ricordano quanto il prodotto contasse per l’economia della valle.

Oggi non esiste un elenco ufficiale di frantoi visitabili con orari. Molti vecchi mulini sono proprietà private e si vedono dagli spazi pubblici: i resti di ruote e canali sono visibili soprattutto vicino al ponte di Ripalta. Alcune aziende vendono l’olio direttamente e, a volte, organizzano visite o degustazioni, di solito su prenotazione: contatta l’azienda prima di andare. Per vedere un museo dell’olio vero, la scelta più sicura è il Museo dell’Olivo di Imperia. Tutto il percorso, con la filiera e il giro dei mulini, è nell’approfondimento su olio e frantoi.

Cosa mangiare a Dolcedo

La cucina locale è quella ligure di terra: torte di verdura ed erbe, focacce con l’extravergine, verdure ripiene, paste fresche e ravioli, coniglio alla ligure, stoccafisso, ricette con la borragine. Non esiste un piatto che sia «di Dolcedo» in senso stretto: qui conta l’olio, e lo si assaggia su tutto.

Due ristoranti sono nella Guida Michelin e hanno una particolarità: stanno in vecchi mulini. Equilibrio, in località Martin, è in un antico mulino restaurato sul Prino; lo chef è Jacopo Chieppa, già a Mentone al Mirazur. Casa della Rocca, in via Ripalta, è in un mulino del primo Novecento con ancora il torchio e la macina; cucina ligure di terra e mare. Prenota direttamente con il ristorante, perché orari e giorni di chiusura cambiano nel corso dell’anno. Nel centro storico, di solito la seconda domenica del mese, si tiene un mercatino di biologico, antiquariato e artigianato: verifica la data.

Passeggiate ed escursioni

Dolcedo è sul tracciato della Via Marenca e ha mulattiere ripristinate e segnalate, percorribili a piedi e in mountain bike tra terrazzamenti e ulivi. Alcune idee, da valutare con una mappa aggiornata:

  • Sentiero dei Ponti: parte dalla zona di Santa Brigida e tocca i ponti della valle. Il tracciato è in parte asfaltato; le informazioni sono del 2016, quindi chiedi al Comune quali tratti sono percorribili.
  • Anello Santa Brigida – Passo di Vena: sterrata fino al Passo di Vena (969 m) e rientro per mulattiera tra gli ulivi.
  • Monte Faudo (1.149 m): da Ripalta passando per Lecchiore e il Passo di Vena. È un’escursione di mezza giornata o più, con molto dislivello. In cima ci sono una croce, una cappella e i ripetitori.
  • Dolcedo – laghetti di Lecchiore: anello di circa 5 chilometri e 260 metri di dislivello, per chi vuole una passeggiata di un paio d’ore.

In estate controlla le ordinanze: a luglio 2026 il Comune ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, con possibili divieti nei boschi. Porta acqua, scarpe da escursionismo e non sottovalutare il caldo sulle mulattiere esposte.

Eventi a Dolcedo

  • Prima domenica di settembre: lancio delle mongolfiere di carta a Bellissimi, per la festa della Madonna della Misericordia (verifica il programma dell’anno).
  • 21 dicembre: festa patronale di San Tommaso Apostolo.
  • Inizio novembre: Olioliva, la festa dell’olio nuovo, si tiene a Imperia, non a Dolcedo. È l’occasione per assaggiare gli oli della zona.

Gite da Dolcedo

Dolcedo è un’ottima base per l’entroterra e per il Ponente imperiese. Le distanze sono in linea d’aria; i tempi di guida dipendono dalle strade, controllali su una mappa.

  • Imperia: la più vicina, a pochi chilometri. Porto Maurizio, Oneglia e il Museo dell’Olivo; la stazione dei treni.
  • San Lorenzo al Mare: circa 8 chilometri, il mare più vicino per un bagno.
  • Cervo: borgo sul mare con la chiesa dei Corallini, a circa 10 chilometri.
  • Diano Marina: spiaggia lunga e passeggiata, a circa 10 chilometri.
  • Arma di Taggia e Sanremo: verso ponente, rispettivamente a circa 15 e 20 chilometri.
  • Triora: il borgo delle streghe, a circa 30 chilometri in linea d’aria ma con una strada lunga.

Meteo

Dolcedo: meteo e quando andare

Aprile–giugno e settembre–novembre; luglio–agosto per i laghetti di Lecchiore

☀️
21°CAdesso · vento 21 km/h
  1. Gio 15⛅21° 17° 
  2. Ven 16☁️22° 15° 
  3. Sab 17🌦️21° 15°1 mm
  4. Dom 18🌧️19° 15°14 mm
  5. Lun 19🌧️21° 15°1 mm
  6. Mar 20☀️21° 17° 

Previsioni: MET Norway (Yr), licenza CC BY 4.0. Aggiornate ogni ora.

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MeseGenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDic
MareFuori stagioneFuori stagioneFuori stagioneFuori stagionePossibilePossibilePossibilePossibilePossibileFuori stagioneFuori stagioneFuori stagione
Visite e sentieriFuori stagioneFuori stagionePossibileBuonoIdealeIdealeBuonoBuonoIdealeIdealeBuonoPossibile
AffollamentoTranquilloTranquilloPoca gentePoca gentePoca gentePoca genteAffollatoMolto affollatoPoca gentePoca genteTranquilloTranquillo
Da non perdereLancio delle mongolfiere a BellissimiFesta di San Tommaso

IdealeBuonoPossibileFuori stagione

Affollamento:TranquilloPoca genteAffollatoMolto affollato

Galleria

Foto di Dolcedo

Domande frequenti

Domande frequenti su Dolcedo

Cosa vedere a Dolcedo in mezza giornata?

Il Ponte Grande, piazza Doria con la loggia, la chiesa di San Tommaso e le case sul torrente. Se hai tempo, aggiungi Ripalta per i resti dei frantoi e un pranzo in uno dei mulini.

Dolcedo ha una spiaggia?

No. Il mare più vicino è quello di Imperia e di San Lorenzo al Mare, a circa 10 chilometri. In paese ci sono i laghetti di Lecchiore, che però non sono attrezzati né sorvegliati.

Come si arriva a Dolcedo senza auto?

In treno fino a Imperia, poi in autobus con le linee 23 o 24 di Riviera Trasporti. Gli orari vanno controllati sul sito dell’azienda.

Quando fu costruito il Ponte Grande di Dolcedo?

Alla fine del Duecento: sul parapetto c’è l’iscrizione 1292, ma le fonti non sono tutte d’accordo. La tradizione parla dei Cavalieri di Malta.

Si può attraversare il Ponte Merea?

Non abbiamo una conferma sul suo stato attuale: nel 2016 era chiuso per pericolo. Non superare transenne e chiedi al Comune prima di fare il giro dei ponti.

Si possono visitare i frantoi di Dolcedo?

Non c’è un elenco ufficiale con orari. Alcune aziende offrono visite o degustazioni su prenotazione: contattale prima. Per un museo vero, vai al Museo dell’Olivo di Imperia.

Dove si mangia a Dolcedo?

Equilibrio e Casa della Rocca, entrambi nella Guida Michelin e in vecchi mulini. Prenota direttamente.

I laghetti di Lecchiore sono sicuri?

Non sono attrezzati né sorvegliati, le rocce sono scivolose e con la piena sono pericolosi. Evita dopo la pioggia e chiedi al Comune se ci sono divieti.

Quando si lanciano le mongolfiere di Bellissimi?

Di solito la prima domenica di settembre, per la festa della Madonna della Misericordia. Controlla il programma dell’anno.

Meglio dormire a Dolcedo o a Imperia?

Dolcedo se cerchi calma, ulivi e natura; Imperia se vuoi più scelta, stazione e mare a due passi.

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