In Liguria non si viene per un solo posto. In meno di trecento chilometri di costa trovi borghi medievali di pietra nelle valli, giardini botanici affacciati sul mare, una grande città d’arte come Genova, il promontorio di Portofino, le Cinque Terre e sentieri che corrono a picco sull’acqua. Se hai poco tempo, le tappe da non perdere sono quattro: Genova, Portofino con San Fruttuoso, le Cinque Terre con Portovenere e, a ponente, Dolceacqua con i Giardini Hanbury.
Questa guida non è un elenco di paesi (per quello c’è la pagina paesi e città della Liguria): mette in fila le attrazioni e le esperienze che valgono il viaggio, divise per tema e ordinate da ponente a levante, cioè dal confine francese verso la Toscana. In fondo trovi tre itinerari già pronti, da 3, 5 e 7 giorni, e le risposte alle domande più comuni. Ogni voce rimanda alla guida completa della località, con orari, parcheggi e consigli pratici.
Borghi medievali dell’entroterra

Alle spalle della costa, a pochi chilometri dal mare, la Liguria cambia faccia: paesi di pietra arroccati sulle colline, carruggi a scalinate, castelli e ponti a schiena d’asino. È la parte della regione che molti saltano e che invece regala le giornate più sorprendenti, soprattutto fuori stagione. Ti serve quasi sempre l’auto o un autobus di linea con poche corse.
Dolceacqua e Apricale
Nella val Nervia, a una decina di chilometri da Ventimiglia, Dolceacqua si riconosce subito: il Ponte Vecchio a schiena d’asino sul torrente, che Claude Monet dipinse nel 1884, e sopra il Castello dei Doria, restaurato e visitabile con un camminamento panoramico sulla valle e sulle vigne del Rossese (tutto sul Castello dei Doria). Pochi chilometri più su c’è Apricale, uno dei Borghi più belli d’Italia: case tutte esposte a sud, una piazza che sembra un teatro, murales nei vicoli e il castello della Lucertola. Si visitano insieme in una giornata, con Pigna e Rocchetta Nervina se ti resta tempo.
Triora, il paese delle streghe
A 780 metri, in fondo alla valle Argentina, Triora deve la sua fama al processo per stregoneria del 1587–1589, nato da una carestia: una trentina di donne accusate, torture, ma nessuna esecuzione. Il Museo Etnografico e della Stregoneria racconta la vicenda con i documenti dell’epoca; il resto lo fanno i carruggi coperti, le porte del borgo e i resti dei castelli. La storia vera, separata dalle leggende, è nell’approfondimento sulle streghe di Triora. Da Arma di Taggia sono circa 30 km di strada di montagna.
Bussana Vecchia e Seborga
Sulla collina di Sanremo, Bussana Vecchia fu resa inabitabile dal terremoto del 23 febbraio 1887 e rimase vuota per sessant’anni; dalla fine degli anni Cinquanta l’hanno ripopolata gli artisti, che hanno ricostruito le case tra le rovine. Oggi si gira a piedi tra atelier e la chiesa di Sant’Egidio senza tetto. Sopra Bordighera, a 500 metri, Seborga è un borgo curato con vista su mare e Alpi, noto per il suo “principato” mai riconosciuto da nessuno Stato: la storia è nell’approfondimento sul Principato di Seborga.
Cervo, Albenga e Finalborgo
Cervo scende a gradoni fino al mare, con la facciata barocca della chiesa dei Corallini in cima e, d’estate, i concerti del Festival di musica da camera nella piazza. Albenga è la città delle torri: un centro in mattoni sulla pianta della città romana, con torri del XII e XIII secolo e un battistero paleocristiano. Più a est, Finalborgo è chiuso da mura del Quattrocento, con quattro porte e due castelli sulle alture (l’itinerario è in castelli di Finalborgo). Vicino a Loano puoi aggiungere le Grotte di Toirano, con visite guidate su prenotazione.

Giardini e ville sul mare

Dall’Ottocento la Riviera è stata la meta d’inverno degli inglesi e della nobiltà europea, che qui hanno lasciato ville e giardini di piante esotiche. Grazie al clima mite molti si visitano tutto l’anno; in primavera danno il meglio.
Giardini Hanbury
Sul promontorio della Mortola, a Ventimiglia, a due passi dalla Francia, Thomas Hanbury creò dal 1867 un giardino botanico di acclimatazione: 18 ettari a terrazze fino al mare, circa 5.800 specie, viali tra palme, agrumi e piante grasse. Oggi li gestisce l’Università di Genova. Calcola almeno due ore. Poco più a ovest ci sono le grotte preistoriche dei Balzi Rossi, con il loro museo.
Bordighera, Sanremo e Alassio
A Bordighera la colonia inglese ha lasciato ville, palme e il Giardino Esotico Pallanca, un ettaro di cactus e succulente; qui Monet passò quasi tre mesi nel 1884 (la storia in Monet a Bordighera). A Sanremo i giardini di Villa Ormond sono pubblici e gratuiti, a due passi dal lungomare. Ad Alassio i Giardini di Villa della Pergola, 22.000 metri quadrati di glicini e agapanti, si visitano solo con la visita guidata su prenotazione. A Imperia c’è invece la Villa Grock, la villa eclettica del clown svizzero Grock, oggi Museo del Clown.
Villa Durazzo a Santa Margherita

A Santa Margherita Ligure la villa seicentesca dei Durazzo e poi dei Centurione è aperta tutti i giorni: saloni con stucchi e dipinti genovesi, un parco di circa tre ettari con agrumeto e vialetti di ciottoli affacciati sul golfo del Tigullio. A Genova, sulla stessa linea, valgono la passeggiata i parchi di Nervi, ville storiche con prato e vista mare.
Genova

Genova merita almeno due giorni, ed è il posto giusto anche quando il tempo non è da spiaggia. È una città verticale, con ascensori e funicolari, e un centro storico tra i più estesi d’Europa. Se vuoi dormire in centro, trovi zone e strutture in dove dormire a Genova.
Centro storico e Palazzi dei Rolli
Comincia dai caruggi: vicoli stretti che scendono al porto, botteghe, friggitorie e piazzette nascoste. Da lì sali a via Garibaldi, le Strade Nuove del Cinquecento, dove i Palazzi dei Rolli sono patrimonio UNESCO dal 2006: alcuni sono musei, altri si aprono durante i Rolli Days. Non saltare la Cattedrale di San Lorenzo, a strisce bianche e nere, né la vista dalla Spianata di Castelletto.
Porto Antico e Acquario
Il Porto Antico, ridisegnato da Renzo Piano, è il lungomare della città: qui ci sono l’Acquario di Genova, il Galata Museo del Mare e la Biosfera. Con i bambini è mezza giornata garantita. Il simbolo della città, la Lanterna, si raggiunge a piedi lungo una passeggiata nel porto.
Boccadasse e Nervi

Boccadasse è un vecchio borgo di pescatori dentro la città: case colorate, una spiaggetta di ciottoli e i gozzi tirati in secco, perfetto al tramonto. Più a levante Nervi ha la passeggiata Anita Garibaldi, circa due chilometri sugli scogli. Per cosa ordinare tra focaccia, farinata e pesto leggi cosa mangiare a Genova.
Portofino e il Tigullio

Il promontorio di Portofino è un parco naturale e un’area marina protetta, con il golfo del Tigullio da un lato e il Golfo Paradiso dall’altro. Il modo migliore per girarlo è senza auto: treno fino a Santa Margherita, Rapallo o Camogli, poi bus, battello e sentieri.
Portofino
Portofino è minuscolo, circa 360 abitanti, e si gira a piedi in poche ore: la Piazzetta sul porticciolo a ferro di cavallo, la salita a San Giorgio, il Castello Brown sopra la baia e la passeggiata fino al faro di Punta del Capo. Arriva presto la mattina o resta fino a sera, quando i gruppi se ne vanno. Da Santa Margherita ci arrivi a piedi in circa un’ora e mezza: il percorso è in da Santa Margherita a Portofino.
San Fruttuoso

L’abbazia di San Fruttuoso sta in una baia raggiungibile solo a piedi o in battello. Davanti, a pochi metri di profondità, c’è il Cristo degli Abissi, la statua in bronzo posata nel 1954. Da Portofino il sentiero richiede circa due ore, con 250–280 metri di dislivello: tutti i dettagli in sentiero Portofino–San Fruttuoso. Il ritorno si fa comodamente in battello.
Camogli, Rapallo e Sestri Levante
Camogli è la cartolina del Golfo Paradiso: case alte e colorate sul mare, il porticciolo con i gozzi, la basilica sullo scoglio; da qui partono tutto l’anno i battelli per San Fruttuoso. A Rapallo il castello sta in acqua e una funivia sale in circa sette minuti al santuario di Montallegro, a 612 metri. Più a levante Sestri Levante ha due baie una accanto all’altra: la piccola Baia del Silenzio e la Baia delle Favole. Per l’antiquariato c’è il mercatino mensile di Chiavari.
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Cinque Terre e Golfo dei Poeti

Le Cinque Terre sono il luogo più famoso della Liguria e anche il più affollato: cinque borghi su una costa ripida di vigne a terrazze, patrimonio UNESCO dal 1997 insieme a Portovenere e alle isole. Muoviti in treno, mai in auto: la linea collega i paesi in pochi minuti (orari e biglietti in orario treni Cinque Terre).
I cinque borghi
Monterosso è il più grande e l’unico con vere spiagge; Vernazza ha la piazza sul porticciolo e il castello Doria; Corniglia sta in cima a un promontorio e ci sali con la Lardarina, 377 gradini; Manarola è quella della foto più famosa, con le case a picco sullo sperone; Riomaggiore scende in fila lungo una valle stretta fino a un porticciolo minuscolo. Visitali in due giorni, non in uno: al mattino presto e la sera sono un altro posto.
Via dell’Amore
Riaperta dopo anni di lavori, la Via dell’Amore è un tratto di 900 metri a picco sul mare tra Riomaggiore e Manarola. Oggi si percorre solo in quel senso, a pagamento (da 10 euro) e con prenotazione della fascia oraria sul sito ufficiale. È il percorso più facile delle Cinque Terre e va prenotato con anticipo in alta stagione.
Portovenere e l’isola Palmaria

Portovenere chiude il Golfo della Spezia con le case-torri colorate sul porto, il castello Doria e la chiesa di San Pietro sulla scogliera. Di fronte c’è la Palmaria, la più grande isola della Liguria, a pochi minuti di traghetto: il giro ad anello è di circa sei chilometri, due o tre ore a piedi (vedi isola Palmaria). Da La Spezia partono i battelli per Portovenere, le isole e le Cinque Terre.
Lerici, Tellaro e Sarzana
Sull’altro lato del golfo, Lerici ha un castello sul mare e una passeggiata fino a San Terenzo; da lì una strada costiera porta a Tellaro, borgo di pescatori costruito sulla scogliera, con la chiesa rosa di San Giorgio sugli scogli. Nell’entroterra, a pochi chilometri dalla Toscana, Sarzana è una città d’arte con due fortezze del Quattrocento (vedi fortezze di Sarzana) e una via principale piena di botteghe.
Sentieri sul mare

La Liguria si capisce davvero a piedi. I sentieri costieri sono quasi tutti brevi, da due a tre ore, ma con salite ripide e gradini: servono scarpe da trekking, acqua e partenza al mattino d’estate. Controlla sempre lo stato dei sentieri prima di partire, perché le frane chiudono spesso dei tratti.
- Sentiero del Pellegrino: da Varigotti a Noli per Capo Noli, circa 5–6 km e 2–3 ore, con la Grotta dei Falsari e la Torre delle Streghe. Dettagli in Sentiero del Pellegrino.
- Portofino–San Fruttuoso: circa due ore nel bosco del Parco. Il Passo del Bacio e la Via dei Tubi, lato Camogli, sono vietati per ordinanza.
- Levanto–Monterosso per Punta Mesco: circa tre ore da Levanto, con la discesa finale sulla baia di Monterosso.
- Sentiero Azzurro delle Cinque Terre: dal 10 settembre 2026 il Parco ha chiuso il tratto Corniglia–Vernazza–Monterosso per verifiche geologiche, senza data di riapertura; il tratto Manarola–Corniglia è chiuso da anni. Le alternative aperte sono nella pagina sentieri delle Cinque Terre.
- Tellaro e Montemarcello: sentieri tra ulivi e mare sopra Lerici, descritti in sentieri di Tellaro.
Se preferisci la bici, la pista ciclabile della Riviera dei Fiori corre sulla vecchia ferrovia per quasi 48 km continui tra Ospedaletti e Andora, passando da Sanremo e San Lorenzo al Mare (vedi pista ciclabile). Per la mountain bike il riferimento è Finale Ligure, con oltre 200 sentieri e più di 4.000 vie di arrampicata nell’entroterra.
Spiagge da non perdere

La costa ligure è fatta soprattutto di ciottoli e scogli; la sabbia si concentra a ponente, nella provincia di Savona. Qui sotto le spiagge che valgono una deviazione; l’elenco completo è in spiagge della Liguria e, se cerchi solo sabbia, in spiagge di sabbia.
- Alassio: più di tre chilometri di sabbia fine con l’isola Gallinara davanti. Vedi spiagge di Alassio.
- Varigotti: Varigotti ha case colorate direttamente sulla sabbia e, verso Capo Noli, la Baia dei Saraceni.
- Bergeggi: area marina protetta, con l’isola e la grotta marina da girare in kayak o con maschera e boccaglio. Vedi isola di Bergeggi.
- Baia del Silenzio: una spiaggia piccola tra le case colorate di Sestri Levante, da vedere presto la mattina.
- Paraggi e Camogli: la baia di Paraggi, tra Santa Margherita e Portofino, e i ciottoli sotto le case di Camogli (vedi spiagge di Camogli).
- Monterosso: le spiagge più ampie delle Cinque Terre, a Fegina e nel borgo vecchio. Vedi spiagge di Monterosso.
Per un bagno diverso dal mare, d’estate ci sono i laghetti di Rocchetta Nervina, vasche naturali color smeraldo nel torrente Barbaira.
Cosa mangiare in Liguria

La cucina ligure è povera e profumata: erbe, olio, verdure e pesce azzurro. Alcune cose vanno assaggiate nel posto giusto.
- Pesto alla genovese: basilico genovese DOP, pinoli, aglio, formaggio e olio, pestati nel mortaio. Con trofie, trenette o nel minestrone.
- Focaccia: quella genovese, alta e unta, si mangia a colazione; la focaccia di Recco col formaggio, IGP dal 2015, è sottilissima e ripiena di formaggio fresco. Da provare a Recco o a Camogli.
- Farinata e fritti: torta di ceci cotta nel forno a legna, venduta nelle sciamadde di Genova insieme a torte di verdura e frittelle.
- Vino: il Rossese di Dolceacqua, prima DOC della Liguria (1972), il Pigato della piana di Albenga, il bianco e lo Sciacchetrà delle Cinque Terre, un passito da uve appassite.
- Olio e olive taggiasche: prendono il nome da Taggia, sopra Arma di Taggia; le trovi in tutto il Ponente.
- Dolci e mare: i Baci di Alassio, di nocciola e cioccolato, e i muscoli (le cozze) di Portovenere e della Spezia, anche ripieni.
Itinerari consigliati: 3, 5 e 7 giorni
Gli itinerari si muovono in treno lungo la costa, con il battello dove serve; l’auto conviene solo per l’entroterra del Ponente. Scegli una base per zona invece di cambiare albergo ogni sera: idee in dove dormire in Liguria.
3 giorni: Genova, Portofino e Cinque Terre
- Giorno 1: Genova, caruggi, via Garibaldi e Porto Antico; sera a Boccadasse.
- Giorno 2: treno per Santa Margherita, passeggiata o bus fino a Portofino, sentiero o battello per San Fruttuoso; dormi a Santa Margherita o a Rapallo.
- Giorno 3: Cinque Terre in treno: Monterosso al mattino, Vernazza, poi Manarola al tramonto. Se vuoi dormire nei borghi, vedi dove dormire a Monterosso o a Manarola.
5 giorni: tutto il Levante
- Giorni 1–3: come sopra, aggiungendo una mezza giornata a Camogli o a Sestri Levante.
- Giorno 4: Cinque Terre con calma: Corniglia, Riomaggiore e la Via dell’Amore prenotata.
- Giorno 5: Portovenere e la Palmaria in battello, sera a Lerici o a Sarzana. Base comoda per gli ultimi tre giorni: La Spezia o Levanto.
7 giorni: da ponente a levante
- Giorno 1: Giardini Hanbury, poi Dolceacqua e Apricale (in auto); dormi a Bordighera o Sanremo (vedi dove dormire a Bordighera).
- Giorno 2: Sanremo e la Pigna, Bussana Vecchia, pomeriggio in bici sulla ciclabile.
- Giorno 3: Cervo, Alassio e Albenga, poi Finalborgo per la sera; con un giorno in più, il Sentiero del Pellegrino tra Varigotti e Noli.
- Giorno 4: Genova.
- Giorno 5: Camogli, Portofino e San Fruttuoso.
- Giorni 6–7: Cinque Terre e Portovenere.
Per orientarti sulle distanze, guarda la cartina della Liguria e le guide di zona sulla Riviera di Ponente e la Riviera di Levante.
Per esplorare il Ponente e la Costa Azzurra senza cambiare albergo ogni sera, puoi fare base a Bordighera: trovi un programma di una settimana in Bordighera come base.
Guide per tema
- Golfo dei Poeti e Golfo del Tigullio: i due golfi più famosi del Levante
- Trekking in Liguria e Alta Via dei Monti Liguri
- Cucina ligure e vini liguri, dallo Sciacchetrà al Rossese
- Santuario dei Cetacei e whale watching
- Dalla Costa Azzurra alla Riviera in treno
- Spiagge per cani e Cinque Terre o Costiera Amalfitana?
Domande frequenti
Qual è il posto più bello da vedere in Liguria?
Le Cinque Terre sono le più famose, ma per molti la combinazione migliore è Portofino con San Fruttuoso, raggiunto a piedi o in battello. Se cerchi qualcosa di meno affollato, Dolceacqua e Apricale nell’entroterra di Ponente sono la sorpresa del viaggio.
Quanti giorni servono per visitare la Liguria?
Con tre giorni vedi Genova, Portofino e le Cinque Terre. Con cinque giri bene il Levante, compresi Portovenere e la Palmaria. Per fare tutta la costa, Ponente compreso, servono almeno sette giorni.
Meglio la Riviera di Ponente o quella di Levante?
Il Levante ha i luoghi più famosi (Portofino, Cinque Terre, Portovenere) e la costa più ripida, con meno spiagge di sabbia. Il Ponente ha spiagge più ampie, giardini, borghi dell’entroterra e prezzi spesso più bassi. Per un primo viaggio breve scegli il Levante; per una vacanza di mare con le famiglie, il Ponente.
Serve l’auto per visitare la Liguria?
Per la costa no: la ferrovia collega quasi tutte le località da Ventimiglia a La Spezia, e alle Cinque Terre e a Portofino l’auto è più un problema che un aiuto. Serve invece per i borghi dell’entroterra come Triora, Apricale o Pigna, serviti da pochi autobus.
Il Sentiero Azzurro delle Cinque Terre è aperto?
Non per intero. Dal 10 settembre 2026 il Parco ha chiuso il tratto Corniglia–Vernazza–Monterosso per verifiche geologiche, senza data di riapertura, e il tratto Manarola–Corniglia è chiuso da anni. La Via dell’Amore tra Riomaggiore e Manarola è aperta a pagamento e con prenotazione. Controlla lo stato sul sito del Parco prima di partire.
Qual è il periodo migliore per visitare la Liguria?
Maggio, giugno e settembre: mare già o ancora caldo, sentieri praticabili e meno folla che in luglio e agosto. In inverno il clima della costa resta mite, ed è il momento giusto per Genova, i giardini e i borghi senza code.
Dove conviene dormire per visitare la Liguria?
Per il Levante sono comode Santa Margherita, Rapallo, Sestri Levante, Levanto e La Spezia, con stazione e battelli. Per il Ponente funzionano Sanremo, Bordighera, Alassio e Finale Ligure. Genova è la base giusta per la città e per gite in treno in entrambe le direzioni.