Pieve di Teco è un borgo dell’Alta Valle Arroscia, nell’entroterra di Imperia, a 240 metri di altitudine, nel punto in cui il torrente Arrogna si getta nell’Arroscia. Ha circa 1.300 abitanti e un centro storico costruito attorno a una strada sola, corso Mario Ponzoni, coperta da grandi portici ogivali. Dal dicembre 2025 fa parte dei Borghi più belli d’Italia.
Il paese nasce nel 1233, quando i valligiani e il marchese Antonio di Clavesana si accordano per fondare un “borgo nuovo” con almeno 200–300 famiglie. Dal 1386 è della Repubblica di Genova, che ne fa una piazzaforte di confine con il Piemonte e vi tiene un Capitano. Per questo ha i portici dei mercanti, una Collegiata neoclassica e un teatro in legno con un palcoscenico di 43 metri quadrati: è un luogo dove si passava e si commerciava, e si vede.
Si viene a Pieve per camminare sotto i portici, entrare in un paio di musei e mangiare cibo di montagna, non per il mare, che è a una mezz’ora di strada. È una meta da mezza giornata o da una giornata, facile da abbinare a Dolcedo, a Zuccarello o a una sosta lungo la strada del Colle di Nava. Se ti interessa il cuore del borgo, leggi la guida ai portici di Pieve di Teco: misure, storia e un itinerario a piedi.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 11 min
Dove si trova Pieve di Teco
Pieve di Teco si trova in Liguria (Riviera di Ponente, Riviera dei Fiori, provincia di IM), a 90 km da Genova in linea d’aria.
Il centro si gira in un paio d’ore, soste comprese, e non ha salite dure: è un borgo di fondovalle, non di cresta. Qui sotto trovi le tappe in ordine di passeggiata, da corso Ponzoni verso il torrente. Gli orari dei musei e del teatro non sono pubblicati dal Comune e cambiano: se non ti serve l’interno, il giro all’aperto vale già la visita.
Corso Mario Ponzoni e i portici
I portici sono il motivo per cui si viene. Corso Mario Ponzoni è l’asse del “borgo nuovo”: una strada continua di archi ogivali, alti circa 7 metri e larghi 8, costruiti a partire dal Quattrocento e sostanzialmente finiti nella prima metà del Cinquecento. Li fecero le singole famiglie, con un’altezza proporzionata al censo; una norma della Repubblica fissava l’altezza minima. Se guardi in alto trovi anelli e carrucole fissati alle volte, usati per le stadere e per sollevare i carichi, e piccole finestrelle.
Sotto i portici c’erano e ci sono le botteghe, qualche calzoleria artigiana e i bar. In quasi tutte le case si apre un fondaco, un accesso sotterraneo con cantine che a volte corrono sotto l’intera casa. Misure, storia e itinerario a piedi sono nella guida ai portici.
Piazzette e vicoli del borgo vecchio
Fuori dal corso la città cambia aspetto. Via Piave ha portici più piccoli, bassi e stretti, con aspetto più arcaico e scale esterne; via Umberto I, nella zona della Collegiata, ha case molto antiche e un arco alto e stretto. Le piazzette di Brunengo e Carenzi sono le soste più comode. Non c’è un percorso obbligato: la via più bella è quella che sceglie il passo.
Collegiata di San Giovanni Battista
La Collegiata è la chiesa maggiore, con il titolo di “insigne” dal 1586. La chiesa gotica del Quattrocento fu demolita nel 1782 e quella attuale fu progettata dall’architetto ticinese Gaetano Cantoni, che la finì nel 1806. Fuori ha un colonnato curvo davanti a tre ingressi; dentro è neoclassica, con pianta a tre lobi, cupola ottagonale e pavimento a scacchi bianchi e neri. Conserva un fonte battesimale del Quattrocento, statue processionali di Anton Maria Maragliano e dipinti dal Cinquecento all’Ottocento. Gli orari di apertura non sono pubblicati: se è chiusa, vale la facciata.
Oratorio di San Giovanni Battista
È la prima chiesa del paese, costruita tra il 1233 e il 1243 e rimaneggiata nei secoli. Dentro ci sono una volta dipinta nel 1719 da Marvaldo, scene della Passione ridipinte nel 1736 da Sasso, una copia dell’Ultima Cena di Domenico Piola e una statua processionale del santo opera di Maragliano. Per la visita vale lo stesso discorso: orari non pubblicati.
Madonna della Ripa e il Museo Diocesano
La Madonna della Ripa è l’antica pieve del borgo, del 1370. È una chiesa gotica a tre navate su colonne di pietra, con abside piana, resti di pitture (un San Cristoforo e una Madonna in Maestà) e una cripta dei Flagellanti. Sconsacrata, ebbe usi civili e militari, e oggi ospita il Museo Diocesano, sezione Alta Valle Arroscia. Tra le opere ci sono un’Ultima Cena di Domenico Piola e la macchina processionale con la statua dell’Assunta di Maragliano. Nel 2023 il museo era aperto sabato e domenica, mattina e pomeriggio, con visite di gruppo in settimana su prenotazione: gli orari 2026 non sono confermati. Chiama il museo (0182 579310) prima di andare.
Teatro Salvini
Il Teatro Salvini è un teatro d’epoca interamente in legno, con platea, due ordini di palchi e loggione per circa un centinaio di posti. Le fonti danno numeri diversi (90, 96, 99): per questo non te ne diamo uno solo. Il palcoscenico misura 43 metri quadrati. L’idea è del 1834, quando Giuseppe Manfredi chiede al Comune il forno della Roggia per costruirvi un teatro; prende il nome dall’attore Tommaso Salvini (1830–1915), chiude negli anni Cinquanta e riapre nel 2005 dopo un restauro durato dal 2001 al 2004, premiato nel 2006 e nel 2007. Il Comune lo definisce “il più piccolo teatro del mondo”, ma non l’abbiamo verificato: è uno dei più piccoli teatri storici d’Italia. Orari di visita e calendario 2026 non sono pubblicati.
Ex convento delle Agostiniane: teatro Rambaldi e Museo delle Maschere
L’ex convento delle Agostiniane fu costruito a metà Seicento su disegno di Giulio Benso, dopo la distruzione del castello nel 1625. Fu poi caserma e oggi ospita servizi pubblici: il teatro civico Rambaldi, la biblioteca e, al piano terra, il Museo delle Maschere di Ubaga. Il museo raccoglie decine di maschere reinterpretate da una ottantina di artisti, partendo da una ricerca sulla cultura contadina di Ubaga, un piccolo centro dell’Alta Valle Arroscia. Sono figure simboliche, propizie o ostili all’uomo, legate alla morte e rinascita della natura. Orari e biglietto non sono pubblicati: telefona al Comune (0183 36313).
Palazzo Borelli
Palazzo Borelli è un edificio signorile ottocentesco ceduto al Comune nel 1903, oggi municipio, in corso Ponzoni. Si vede da fuori: è un esempio di come le famiglie del paese si costruirono un palazzo sulla strada principale. Nel centro ci sono anche palazzi privati con stemmi, come il palazzo Manfredi: non sono visitabili.
Chiesa della Concezione e piazza Carenzi
All’inizio del Borghetto, il quartiere cresciuto fuori dalle mura, c’è la piccola chiesa della Concezione, con una facciata del 1753. Piazza Carenzi, sotto la quale scorrono i vecchi fossati in galleria, ha l’albergo storico dell’Angelo, aperto all’inizio dell’Ottocento in età napoleonica, con una sala da pranzo affrescata. È un albergo in attività: se ci mangi o dormi, la sala è parte dell’esperienza.
Dove dormire
Dove dormire a Pieve di Teco
A Pieve ci sono pochi posti letto: alberghi, B&B e agriturismi nella valle. Non diamo nomi di strutture: l’elenco del Comune cambia e il numero preciso non è confermato. Le zone tra cui scegliere:
Centro storico: sotto o vicino ai portici, a piedi da tutto, con qualche scala e, l’ultima domenica del mese, il mercatino sotto le finestre.
Piazza Carenzi e Borghetto: comodi per il parcheggio e per il bus.
Frazioni e campagna: agriturismi più silenziosi, serve l’auto.
Se cerchi più scelta o il mare, dormi a Imperia, a Diano Marina o ad Albenga e sali in giornata. Prenota con anticipo per l’Expo Valle Arroscia a inizio settembre.
SS 28 da Imperia o SS 453 da Albenga; tempi su strada non verificati ⚠️
In treno
Nessuna stazione in valle: Imperia o Albenga, poi bus (poche corse) o taxi ⚠️
In aereo
Nizza Côte d'Azur o Genova; distanze su strada non verificate ⚠️
In auto
Il paese è sulla strada statale 28 del Colle di Nava. Da Imperia risali passando per Pontedassio e Chiusavecchia; da Albenga prendi la strada statale 453 della Valle Arroscia. Dal 2011 una variante in galleria evita l’abitato: segui le indicazioni per il centro. Da Imperia non abbiamo un tempo ufficiale: calcola una mezz’ora circa. Dalla Francia entri in Italia a Ventimiglia e prendi l’A10.
In treno
Non c’è la stazione. Le più vicine sono sulla linea costiera Genova–Ventimiglia, a Imperia e ad Albenga. Da lì serve il bus o un taxi.
In autobus
Da Imperia ci sono collegamenti Riviera Trasporti verso Pieve e Ormea, con poche corse. Non abbiamo un orario ufficiale confermato: controlla sul sito di Riviera Trasporti o chiama lo 0183 7001 il giorno prima.
In aereo
Gli aeroporti più usati sono Nizza Côte d’Azur e Genova. Non abbiamo distanze su strada verificate: considera un viaggio lungo, di un paio d’ore o più.
Parcheggi
Intorno al centro storico ci sono aree di sosta a monte e a valle. Non abbiamo posti e tariffe verificati. Nei giorni del mercatino e delle fiere i portici sono pieni: arriva presto o lascia l’auto fuori dal paese. Per informazioni chiama il Comune, 0183 36313.
Il mercatino dell’antiquariato si tiene ogni ultima domenica del mese sotto i portici, anche con la pioggia. Il Comune parla di circa 150 espositori, molti da fuori valle. L’orario non è pubblicato: gli annunci parlano di giornata intera, quindi conviene arrivare la mattina.
Gli altri appuntamenti dell’anno:
Festa di San Sebastiano: 20 gennaio, patrono del paese.
CarneValle: sfilata di carri allegorici, spesso trattori addobbati, la domenica prima del Martedì grasso.
Processione del Venerdì Santo: organizzata dalla confraternita della Buona Morte.
Festa di San Giovanni Battista: 24 giugno.
Expo Valle Arroscia: fiera dei prodotti della valle sotto i portici, a inizio settembre; nel 2026 si è tenuta dal 4 al 6 settembre (13ª edizione). Le date del 2027 non sono annunciate.
Fiera di Ottobre: sotto i portici, nel 2026 il 18 ottobre.
Le date cambiano di anno in anno: controllale sul sito del Comune prima di partire.
Cosa mangiare a Pieve di Teco
Qui si mangia cibo di valle e di montagna, non di mare. La cucina dell’Alta Valle Arroscia è nota come “cucina bianca” perché usa soprattutto latticini, farine, patate, erbe e verdure dell’orto. Non diamo un piatto come “tipico di Pieve”: le fonti attribuiscono i piatti simbolo ad altri paesi della valle, come le patate in ta foglia di Mendatica.
Olio: la valle produce olio extravergine DOP Riviera Ligure da olive taggiasche, coltivate sui terrazzamenti. Compralo dai produttori, non al supermercato.
Ormeasco di Pornassio: vino rosso DOC della Valle Arroscia, con la versione rosata chiamata sciac-trà.
Aglio di Vessalico: Presidio Slow Food, con una fiera a inizio luglio da verificare.
Formaggi di malga e prodotti di montagna: da cercare ai mercati e durante l’Expo.
Per sedersi a tavola trovi trattorie e pizzerie lungo corso Ponzoni e in paese. Non diamo nomi: scegli dove c’è il menu breve e le porzioni vere. Il sito del Comune ha l’elenco aggiornato.
Passeggiate e dintorni
Dal paese partono strade e mulattiere verso i santuari e le frazioni. Il Comune descrive i luoghi ma non dà lunghezze né tempi, quindi non li inventiamo: guarda la distanza sulla mappa del telefono.
Santuario della Madonna dei Fanghi
Il santuario è una chiesa di campagna bianca e rosa nata come pilone nella prima metà del Seicento. Si trova a circa 6 km da Pieve, sulla strada per Armo e Moano, in un bosco. Sotto il santuario il torrente Arrogna forma un piccolo orrido, e vicino c’è l’antico mulino di Moano. Il piazzale poggia su una volta costruita apposta.
Santa Filomena e il Mulino del Longo
Poco fuori dal paese, sulla strada verso la valle di Rezzo, c’è un antico ponte a schiena d’asino, la chiesetta di Santa Filomena e il Mulino del Longo, che conserva ancora le attrezzature per macinare e per il frantoio. È una sosta breve e fotografica, con l’ansa dell’Arroscia sotto.
Teco, Barcheti e il Bosco dei Frati
Prima di entrare in paese, il piccolo insediamento di Teco ha una chiesa restaurata e, in cima, i ruderi del castello del 1125. Salendo ai Cappuccini si arriva a Barcheti, tra ulivi e vigne, e al Bosco dei Frati, vicino al convento del Seicento. Sono posti per camminare con calma.
Le frazioni
Il comune ha sette frazioni, tra i 223 e i 700 metri: Acquetico (400 m), Calderara, Lovegno (700 m, con vista su Alpi, mare e piana di Albenga), Moano, Muzio, Nirasca e Trovasta. Ognuna ha una parrocchiale e qualche opera: a Nirasca un polittico cinquecentesco attribuito a Luca Cambiaso, a Muzio la parrocchiale di Santa Lucia del 1777, a Calderara la chiesa ottagonale della Madonna della Neve. Servono l’auto o buone gambe.
Forte Richermo e il Colle di Nava
Il forte fa parte dello Sbarramento di Nava e risale alla fine dell’Ottocento. Non abbiamo orari né modalità di visita, quindi non lo mettiamo in programma. La strada statale 28 sale al Colle di Nava, a 934 metri, e scende in Piemonte verso Ormea.
Gite da Pieve di Teco
Imperia: il capoluogo e il mare, a circa mezz’ora di strada scendendo la valle.
Dolcedo: il borgo degli ulivi e dei frantoi, nella valle del Prino.
Albenga: la città romana e medievale, a una trentina di chilometri.
Zuccarello: il borgo medievale con i portici e il ponte, in val Neva.
Diano Marina: spiaggia e passeggiata per chi vuole il mare dopo la valle.
Cervo: il borgo sul mare vicino a Diano Marina, per un bagno dopo la valle.
Triora: il paese delle streghe, con il Parco delle Alpi Liguri.
Il Parco delle Alpi Liguri comprende sette comuni, tra cui Mendatica, Rezzo e Cosio d’Arroscia, nella stessa valle. Per sentieri e rifugi consulta il sito del parco: non abbiamo itinerari verificati.
Meteo
Pieve di Teco: meteo e quando andare
Primavera e autunno; mercatino l'ultima domenica del mese, Expo a inizio settembre
⛅
9°CAdesso · vento 6 km/h
Gio 22⛅17° 9°
Ven 23🌦️16° 10°4 mm
Sab 24🌤️16° 7°
Dom 25⛅17° 7°
Lun 26☁️21° 12°
Mar 27☀️21° 14°
Previsioni: MET Norway (Yr), licenza CC BY 4.0. Aggiornate ogni ora.
Il portico di corso Mario Ponzoni a Pieve di TecoUna piazzetta del centro storico di Pieve di TecoUn vicolo con arco nel centro storico di Pieve di TecoPortici in pietra con tavolini all'aperto a Pieve di TecoLa Collegiata di San Giovanni Battista a Pieve di TecoL'ex chiesa della Madonna della Ripa a Pieve di Teco, oggi museo diocesanoLa facciata del Teatro Salvini a Pieve di Teco
Domande frequenti
Domande frequenti su Pieve di Teco
Pieve di Teco è uno dei Borghi più belli d'Italia?
Sì, è entrata nel club nel dicembre 2025. Non risulta invece la Bandiera Arancione del Touring Club.
Quanto sono lunghi i portici?
Non esiste una misura ufficiale che abbiamo trovato. Sappiamo che sono alti circa 7 metri, con un passo di 8, e che furono costruiti dal Quattrocento a metà Cinquecento.
Quando si tiene il mercatino dell'antiquariato?
Ogni ultima domenica del mese, sotto i portici, anche con la pioggia.
Si può visitare il Teatro Salvini?
Il teatro ha riaperto nel 2005 e ospita spettacoli, ma non sono pubblicati gli orari di visita 2026. Chiedi al Comune (0183 36313).
Dove si trova il Museo delle Maschere di Ubaga?
Al piano terra dell’ex convento delle Agostiniane, in centro. Orari e biglietto non sono pubblicati.
Il Museo Diocesano è aperto?
Nel 2023 era aperto sabato e domenica, mattina e pomeriggio. Gli orari 2026 non sono confermati: chiama lo 0182 579310.
Quanto tempo serve per visitare il paese?
Mezza giornata per portici, Collegiata e un museo; una giornata se aggiungi il santuario dei Fanghi o una gita in valle.
Si arriva senza auto?
Sì, ma è lento: treno fino a Imperia o Albenga, poi bus con poche corse. Controlla gli orari di Riviera Trasporti.
C'è il mare a Pieve di Teco?
No. Il mare più vicino è a Imperia e Diano Marina, a circa mezz’ora di strada.
Conviene andarci in inverno?
Il paese è tranquillo e i portici riparano bene dalla pioggia, ma a 240 metri in valle può fare freddo e gli orari dei musei sono ridotti: verifica prima.