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Frandura: la ricetta della torta di patate ligure

La frandura è una torta di patate affettate sottili, coperte da una pastella di farina e cotte in forno fino a una crosta dorata fuori e morbida dentro. Viene da Montalto, oggi Montalto Carpasio, nell’entroterra imperiese: la zona è la Valle Argentina, la stessa di Taggia e Badalucco. Non è quindi un piatto di Taggia in senso stretto.

La ricetta è semplice: patate, farina, olio e di solito un po’ di formaggio. Le verdure non ci sono; le uova compaiono solo in alcune versioni. Non esiste un disciplinare ufficiale, per questo qui trovi una versione di base e ti diciamo dove le ricette cambiano. È un piatto di cucina ligure povera, come la farinata e i testaroli, con cui condivide farina e forno o piastra.

  • Origine: Montalto (Montalto Carpasio), provincia di Imperia, Valle Argentina
  • Tempo totale: circa 45 minuti (15 di preparazione, 30 di forno)
  • Porzioni: 4
  • Difficoltà: facile
  • Ingredienti chiave: patate, farina, latte, olio extravergine, formaggio grattugiato
  • Quando si mangia: a pranzo o a cena, antipasto o piatto unico, caldo o tiepido; in estate Montalto ha una festa dedicata

Ingredienti

Per 4 persone, in una teglia di circa 22 cm:

  • 500 g di patate a pasta gialla
  • 130 g di farina 00
  • 180 ml di latte
  • 40 g di pecorino o parmigiano grattugiato
  • olio extravergine di oliva, quanto basta
  • sale e pepe nero
  • maggiorana fresca (facoltativa)

Contiene glutine e latte. Le uova non servono nella versione di base.

Come si prepara

  1. Accendi il forno a 200 °C, in modalità statica.
  2. Pela le patate, asciugale e affettale sottilissime, meglio con la mandolina. Salale.
  3. Ungi la teglia con l’olio e distribuisci le fette leggermente sovrapposte, in uno strato regolare.
  4. Prepara la pastella: mescola la farina con un pizzico di sale e aggiungi il latte a poco a poco, mescolando fino a ottenere una crema senza grumi. Unisci un filo d’olio, il pepe e, se vuoi, la maggiorana.
  5. Versa la pastella sulle patate e livellala con un cucchiaio, in modo che copra tutta la superficie.
  6. Cospargi con il formaggio grattugiato e aggiungi un filo d’olio.
  7. Cuoci per circa 30 minuti, finché si forma una crosta dorata. Controlla dopo 20 minuti.
  8. Lascia riposare qualche minuto, poi taglia a quadrati.

Consigli e errori comuni

  • Affetta sottile e uguale. Fette spesse o disuguali restano dure nel tempo di cottura indicato: usa la mandolina.
  • Sala bene. Patate e pastella ne hanno bisogno, altrimenti la torta risulta scipita.
  • Pastella scorrevole. Deve coprire le patate e arrivare tra le fette: se è troppo densa, aggiungi un po’ di latte.
  • Non fare troppi strati. Una ricetta ne usa al massimo due; con uno strato, come qui, la crosta è più croccante.
  • Controlla dopo 20 minuti. I forni sono diversi. Se la superficie non dora, termina con il grill per qualche minuto.
  • Avanzi. Si conserva in frigo un paio di giorni e si scalda in forno.

Varianti

  • Con l’acqua. Al posto del latte c’è chi usa solo acqua, per una versione più povera; alcune fonti la descrivono anche senza formaggio.
  • Con le uova. Alcune ricette aggiungono uova alla pastella, per una torta più ricca.
  • Spezie ed erbe. Noce moscata o maggiorana, secondo la famiglia.
  • Patate grattugiate. Qualcuno grattugia le patate invece di affettarle.
  • Con la toma. Una fonte la serve con un pezzo di Toma di Mendatica, formaggio d’alpeggio dell’entroterra imperiese.

Le dosi variano da famiglia a famiglia: a Montalto la ricetta si tramanda in casa.

Storia e origine

La frandura è cucina contadina: pochi ingredienti, quelli che si avevano in casa. La patata si diffonde in Liguria tra Sette e Ottocento e rende possibile un piatto così, ma le fonti non danno una data certa né spiegano l’origine del nome. Montalto Ligure e Carpasio sono un solo comune dal 1° gennaio 2018, Montalto Carpasio (legge regionale 21/2017): è la ragione per cui nelle mappe vecchie il paese si chiama ancora Montalto Ligure.

Case in pietra e campanile nel centro di Montalto Ligure

Il paese è piccolo e si sviluppa in salita, tra vicoli in pietra e muri a secco. È una gita di giornata dalla costa, non un posto dove si mangia in qualsiasi periodo.

Dove assaggiarla in Liguria

Un tratto di strada acciottolata in pietra a Montalto Ligure

Il posto giusto è Montalto: l’ente turistico Riviera dei Fiori segnala una festa estiva dedicata alla frandura. Date e programma cambiano di anno in anno, quindi chiedi al Comune di Montalto Carpasio (tel. 0184 407004). Fuori dalla festa non abbiamo trovato ristoranti che la servano confermati da fonti ufficiali: non citiamo nomi che non possiamo verificare.

Come base sulla costa puoi scegliere Arma di Taggia o Taggia: la Valle Argentina si apre da Taggia e per Montalto risulta un collegamento in autobus dalla stazione di Taggia-Arma (controlla corse e orari prima di partire). Nella stessa valle, a Badalucco, assaggi lo stoccafisso; per l’olio della zona vedi olio e frantoi di Dolcedo. Altre idee a tavola nella guida alla cucina ligure, accanto alla focaccia.

Domande frequenti

La frandura è di Taggia?

No: le fonti la collocano a Montalto, oggi Montalto Carpasio, nella Valle Argentina. Taggia sta nella stessa valle ed è il punto di appoggio più comodo sulla costa.

Nella frandura ci sono verdure o uova?

Nella ricetta di base no: solo patate, farina, olio e formaggio. Le uova compaiono in alcune versioni; verdure non ne abbiamo trovate in nessuna ricetta.

Quanto cuoce e a che temperatura?

Le ricette che abbiamo confrontato indicano 200 °C in forno statico per 20–30 minuti; una arriva a 45. Controlla dopo 20 minuti e finisci con il grill se non dora.

Si mangia calda o fredda?

Entrambe: è buona calda appena sfornata e anche tiepida o fredda. Gli avanzi si tengono in frigo un paio di giorni e si scaldano in forno.

È senza glutine?

No, contiene farina di frumento, e nella versione di base anche latte e formaggio.

È la stessa cosa della farinata?

No. La farinata è fatta con farina di ceci; la frandura ha patate e pastella di farina di frumento.

Ha un marchio DOP, IGP o De.Co.?

Non abbiamo trovato né un disciplinare né un marchio ufficiale. Per saperne di più chiedi al Comune di Montalto Carpasio.

Foto: Davide Papalini (CC BY-SA 3.0) · Goéland (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
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