Tra ottobre e dicembre, nell’entroterra di Imperia, Taggia e Dolceacqua si raccolgono le olive taggiasche e i frantoi lavorano giorno e notte. È il momento giusto per assaggiare l’olio nuovo, appena franto, e per capire perché quest’olio è tra i più apprezzati d’Italia. Questa guida mette in fila tre tappe facili da combinare in uno o due giorni: Imperia con il suo museo e la festa Olioliva, Taggia patria della taggiasca, Dolceacqua tra uliveti e Rossese.
Un avvertimento utile: i frantoi piccoli non hanno orari di visita fissi e molte aziende ricevono solo su appuntamento. Qui non troverai orari inventati: ti diciamo chi chiamare e cosa chiedere.
- Quando: raccolta e frangitura da ottobre a dicembre; l’olio nuovo si assaggia da novembre
- Tappe: Imperia (Oneglia), Taggia, Dolceacqua
- Festa principale: Olioliva a Oneglia, di solito nel primo weekend lungo di novembre
- Olive e olio: taggiasca, olio extravergine DOP Riviera Ligure, menzione Riviera dei Fiori
- Visite: quasi sempre su prenotazione; telefona prima
Che cos’è l’olio nuovo e perché assaggiarlo ora

L’olio nuovo è quello della molitura appena conclusa: ha un colore più verde, un profumo più erbaceo e spesso una nota amara e piccante in gola, che è un buon segno. L’olio della Riviera dei Fiori è ottenuto per circa il 90% da olive taggiasche e ha un gusto dolce, delicato, molto diverso dagli oli toscani o pugliesi. Il modo migliore per apprezzarlo è semplice: un pezzo di pane, poche gocce d’olio, niente altro.
Imperia e Oneglia: museo e Olioliva

La tappa più comoda è Imperia, nel quartiere di Oneglia. Qui c’è il Museo dell’Olivo della famiglia Carli (via Garessio 13): 18 sale su botanica, storia della coltivazione, tecniche di produzione e cosmesi, con un giardino di piante antiche e vecchi frantoi, e audioguide. Gli orari indicati online non coincidono: telefona al museo prima di partire.
A inizio novembre Oneglia ospita Olioliva, la festa dell’olio nuovo: il centro storico si chiude al traffico per tre giorni con stand, degustazioni, show cooking e incontri. Nel 2025 si è svolta dal 7 al 9 novembre (25ª edizione). Le date del 2026 non sono ancora ufficiali: controlla il sito della Camera di Commercio Riviere di Liguria, che promuove l’evento. Se vieni per Olioliva, prenota l’alloggio con anticipo: il weekend è molto richiesto.
Dopo il museo c’è tempo per una passeggiata a Porto Maurizio e per la Villa Grock, sulle colline delle Cascine di Oneglia.
Taggia e la valle Argentina

Taggia è considerata la patria dell’oliva taggiasca: secondo la tradizione, furono i monaci di San Colombano di Lérins a portare qui gli ulivi, che si sono adattati al clima e hanno dato origine alla varietà. Il centro storico e il ponte medievale sull’Argentina si visitano a piedi; leggi la guida al centro storico di Taggia. Per sapere quali frantoi della valle accettano visite e quali giorni, chiama l’ufficio turistico IAT di Villa Boselli (0184 43733) o consulta turismo.taggia.it.
Lungo la costa, Cervo fa parte dell’Associazione Città dell’Olio e dal Cinquecento la sua ricchezza è legata anche al commercio dell’olio: vale una sosta.
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Dolceacqua: olio e Rossese

A Dolceacqua l’olivo convive con le vigne di Rossese. Piccole aziende familiari come Testalonga e Caldi Fabiana producono insieme olio extravergine taggiasco e Rossese di Dolceacqua; le visite sono su appuntamento, e conviene scrivere o telefonare prima. Mettere insieme la visita all’azienda e il castello dei Doria riempie una giornata. Per il vino leggi vini liguri.
Frantoi e aziende: come organizzare la visita
- Telefona o scrivi almeno un paio di giorni prima: i frantoi piccoli lavorano a turni e non aprono a tutti.
- Chiedi se puoi assistere alla molitura e se c’è assaggio: in alcuni casi si vende l’olio direttamente.
- Tra le aziende segnalate nella zona c’è il frantoio della famiglia Mela a Sant’Agata d’Oneglia (strada dei Francesi 48, Imperia), che produce da circa due secoli: chiedi se accettano visite.
- La Strada dell’olio «Terra della Taggiasca» è un itinerario che mette in rete i luoghi di produzione dell’imperiese: usala per scegliere le tappe.
- Porta una giacca e scarpe comode: i frantoi sono spesso in valle e in autunno fa fresco.
Come comprare l’olio e portarlo a casa
Leggi l’etichetta: cerca extravergine, la dicitura DOP Riviera Ligure e l’annata di raccolta. L’olio si conserva meglio in bottiglie scure o in lattine, al riparo da luce e calore. Se viaggi in aereo, ricorda che i liquidi nel bagaglio a mano hanno limiti: metti le bottiglie in valigia da stiva o spedisci a casa. Per i prodotti della zona leggi anche la cucina ligure e i prodotti tipici di Albenga.
Dove dormire
La base migliore è la costa: Imperia è comoda per Oneglia e per la valle Argentina; da Sanremo o Bordighera si raggiunge Dolceacqua in meno di mezz’ora d’auto. Novembre è bassa stagione, con prezzi bassi, tranne il weekend di Olioliva.
Domande frequenti
Quando si raccolgono le olive in Liguria?
Di solito da ottobre a dicembre. La frangitura segue la raccolta, quindi l’olio nuovo si assaggia da novembre.
Quando è Olioliva a Imperia?
Di solito nel primo weekend lungo di novembre; nel 2025 era dal 7 al 9 novembre. Le date del 2026 vanno verificate presso la Camera di Commercio Riviere di Liguria.
Si possono visitare i frantoi?
Molti sì, ma quasi sempre su prenotazione. Il Museo dell’Olivo di Imperia è un museo aperto al pubblico: controlla gli orari prima di andare.
Che cosa rende speciale l’olio taggiasco?
Viene da olive taggiasche, che danno un olio dolce e delicato. Nella Riviera dei Fiori la taggiasca è circa il 90% delle olive usate.
Posso portare l’olio in aereo?
Nel bagaglio a mano i liquidi sono limitati: mettilo in valigia da stiva avvolto bene, oppure spediscilo a casa.
Serve l’auto?
Per i frantoi nelle valli sì. Imperia e Taggia si raggiungono anche in treno, ma Dolceacqua e le aziende sono più facili in auto.