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Dolceacqua
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Il castello che domina Dolceacqua: storia dal XI secolo ai Doria, cosa si vede dentro, orari stagionali, biglietti e consigli per la visita.
Il Castello dei Doria domina Dolceacqua dalla cima della Terra, il nucleo medievale del paese. È il castello che si vede nei quadri di Monet, alle spalle del Ponte Vecchio, ed è uno dei monumenti più visitati dell’entroterra del Ponente. Dopo secoli di abbandono e lunghi restauri oggi si può visitare quasi per intero: questa guida spiega la sua storia, cosa si vede dentro, quando è aperto e come organizzare la visita.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min
Il castello nacque all’inizio dell’XI secolo come struttura difensiva: una cinta di mura quadrata con una torre circolare al centro, sostituita a metà del Duecento. La posizione era strategica, su uno sperone di roccia sopra il torrente Nervia, a controllo della valle.
Nel 1270 lo acquistò Oberto Doria, l’ammiraglio genovese che pochi anni dopo, nel 1284, avrebbe guidato la flotta di Genova alla vittoria contro Pisa alla Meloria. Da allora Dolceacqua fu il centro del dominio dei Doria, che durò fino alla fine del Settecento.
Tra il Quattrocento e il Cinquecento, con Enrichetto Doria nel 1442 e Stefano Doria nel 1563, il castello fu trasformato in una residenza signorile, con sale decorate da ricchi stucchi e affreschi. Tra la metà del Seicento e l’inizio del Settecento fu aggiunta una torre sul lato est.
Il 27 luglio 1744, durante la guerra di successione austriaca, le truppe franco-spagnole danneggiarono gravemente il castello. Da quel momento iniziò il declino e nell’Ottocento l’edificio era ormai in rovina. I restauri cominciarono nel 1986: il castello è stato aperto al pubblico nel 2007 e un nuovo intervento, concluso nel 2018, ha reso visitabile quasi tutta la struttura.
Oggi il castello è un piccolo museo multimediale dedicato alla storia del paese e del territorio. La visita comprende:
È disponibile anche una visita virtuale in 3D. Nel corso dell’anno il castello ospita mostre, concerti ed eventi culturali.
Nel 1884 Claude Monet, in soggiorno a Bordighera, salì a Dolceacqua e dipinse tre vedute del ponte con il castello sullo sfondo. Una, “Il castello di Dolceacqua”, è al Musée Marmottan di Parigi; un’altra, “Il ponte di Dolceacqua”, è al Clark Art Institute di Williamstown, negli Stati Uniti. Nel 2019 il quadro del Marmottan è stato esposto per alcuni mesi proprio dentro il castello. Per scoprire i luoghi del pittore sulla costa c’è la guida a Monet a Bordighera.
Il castello è aperto quasi tutto l’anno, con orari che cambiano a seconda della stagione. In linea di massima:
L’ultimo ingresso è 30 minuti prima della chiusura. L’ingresso è a pagamento: tariffe e date esatte di cambio orario vanno verificate sul sito turistico di Dolceacqua o telefonando al castello, perché le fonti online riportano orari diversi.
Al castello si arriva solo a piedi, salendo nei carruggi della Terra dopo aver attraversato il Ponte Vecchio. La salita è breve ma ripida, con scalini e acciottolato: servono scarpe comode e il percorso non è adatto ai passeggini. Calcola circa un’ora per la visita.
D’estate conviene salire la mattina presto o nel tardo pomeriggio, quando fa meno caldo e la luce sul camminamento è più bella. Lascia l’auto in uno dei parcheggi lungo la strada della valle: il parcheggio San Filippo, dietro il Ponte Vecchio, è il più vicino all’ingresso della Terra. Nella seconda metà di agosto il castello fa da scenografia allo spettacolo di fuochi d’artificio legato alla festa della michetta.
Domande frequenti
L’ingresso è a pagamento. Le tariffe aggiornate si trovano sul sito turistico del Comune o chiamando il castello al +39 337 1004228.
In inverno no: il castello chiude il lunedì, festivi esclusi. In primavera e in estate è aperto tutti i giorni.
Circa un’ora, compresa la salita a piedi dalla Terra e il camminamento panoramico.
La salita nei carruggi è ripida e con scalini, quindi l’accesso è difficile per carrozzine e passeggini. Chiedi informazioni al castello prima della visita.
Il primo nucleo risale all’inizio dell’XI secolo. Dal 1270 il castello appartenne ai Doria di Genova, che lo trasformarono in residenza nel Quattrocento e nel Cinquecento.
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