Le garitte
Lungo la strada e all’ingresso del borgo si incontrano le garitte, i casotti da sentinella con i colori del principato. Sono la foto più classica della visita.
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Storia e leggenda del Principato di Seborga: i monaci di Lérins, la vendita del 1729, Giorgio I, la principessa Nina e le elezioni 2026.
Il Principato di Seborga è una micronazione che rivendica l’indipendenza del piccolo borgo ligure sopra Bordighera. Ha una principessa eletta, una bandiera, una moneta e le sue garitte, ma nessuno Stato lo riconosce: Seborga è un Comune italiano a tutti gli effetti. Questa guida separa la storia documentata dalla leggenda, spiega com’è nata la rivendicazione moderna e cosa trovi oggi quando visiti il paese.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min

Per secoli Seborga appartenne all’abbazia di Lérins, sulle isole davanti a Cannes. La tradizione fa risalire il possesso a una donazione dei conti di Ventimiglia del 954, ma quel documento è considerato dubbio dagli storici; la prima conferma attendibile risale al 1063. Gli abati che governavano il feudo portavano il titolo di principi, ed è da qui che nasce il nome di “principato”.
Nella seconda metà del Seicento Seborga ebbe una sua zecca, nel Palazzo dei Monaci, dove si coniavano i luigini, monete destinate al commercio con il Levante. Il 30 gennaio 1729 i monaci vendettero il territorio al re di Sardegna Vittorio Amedeo II di Savoia, dopo lunghe trattative. Da allora Seborga seguì le sorti degli Stati sabaudi e poi dell’Italia unita. Gli storici considerano la vendita del 1729 valida.
A Seborga si racconta che Bernardo di Chiaravalle sarebbe passato da qui e avrebbe investito i primi cavalieri dell’Ordine del Tempio. A questa tradizione si collegano le nove strisce della bandiera e la croce disegnata sul sagrato di San Martino.
Non esistono però documenti che confermino un legame tra Seborga e i Templari, e gli studiosi lo considerano una ricostruzione moderna. Vale la pena conoscerla perché fa parte dell’immaginario del paese, ma va letta come leggenda e non come storia.
Nel 1963 Giorgio Carbone, coltivatore di fiori del paese, sostenne che la vendita del 1729 non fosse mai stata registrata correttamente e che Seborga non fosse quindi mai entrata legittimamente nel Regno di Sardegna né nel Regno d’Italia. Il 14 maggio 1963 fu proclamato principe con il nome di Giorgio I. Creò bandiera, moneta, francobolli e un piccolo governo, e mantenne il titolo fino alla morte, il 25 novembre 2009. Nel 1995 gli abitanti approvarono con un voto uno statuto del principato.
Il mandato della principessa Nina scade nel 2026: le elezioni sono fissate per domenica 22 novembre 2026. A settembre le candidature non erano ancora ufficiali.
Per lo Stato italiano Seborga è un Comune come gli altri, con un sindaco, un consiglio comunale e le leggi italiane. Nel 2008 la Corte costituzionale ha dichiarato inammissibile la richiesta di riconoscimento. Il sindaco Pasquale Ragni lo ha detto in modo chiaro: il principato non esiste come Stato, e sul municipio sventola il tricolore.
Il principato oggi è formalmente un’associazione. Comune e principato collaborano su eventi e promozione turistica, e la rivendicazione ha rafforzato l’identità di un paese di meno di trecento abitanti, attirando visitatori da tutto il mondo.
Lungo la strada e all’ingresso del borgo si incontrano le garitte, i casotti da sentinella con i colori del principato. Sono la foto più classica della visita.

In piazza San Martino, è l’antica residenza dei monaci e sede della zecca seicentesca. Sulla facciata è visibile lo stemma del principato. Si osserva dall’esterno.
Il luigino moderno si conia dalla fine degli anni Novanta ed è un oggetto da collezione: nelle botteghe del centro trovi monete, francobolli e targhe con lo stemma. Non hanno valore legale e in paese tutto si paga in euro.
Strisce azzurre e bianche con la corona: la vedi esposta in paese accanto al tricolore italiano.
Per il resto della visita, dalle chiese ai belvederi fino a come arrivare in bus, leggi la guida a Seborga.
Per salire a Seborga senza auto c’è la linea 10 dalla stazione di Bordighera, circa 25 minuti, solo nei giorni feriali. Altre idee in gite da Bordighera.
Domande frequenti
No. Nessuno Stato riconosce il principato. Seborga è un Comune italiano della provincia di Imperia.
No. Sei in Italia e non ci sono controlli: le garitte sono simboliche.
La principessa Nina Menegatto, eletta nel 2019. Le prossime elezioni sono fissate per il 22 novembre 2026.
È una moneta da collezione senza valore legale; il prezzo di riferimento è di pochi euro. In paese si paga in euro.
In un certo senso sì: fino al 1729 fu un feudo dei monaci di Lérins, i cui abati portavano il titolo di principi. Poi fu venduta ai Savoia; la rivendicazione di indipendenza è nata solo nel 1963.
Dove dormire
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