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Rocchetta Nervina
Borgo medievale della Val Nervia sul torrente Barbaira: ponte a schiena d'asino, carruggi, museo E Dubarìe, laghetti per il bagno…
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Le vasche naturali del torrente Barbaira: sentiero da Ponte Cin a Ponte Pau, parcheggio, quando fare il bagno e differenza con il canyon.
I laghetti di Rocchetta Nervina sono una serie di vasche naturali scavate dal torrente Barbaira subito sotto le case del borgo, in Val Nervia, a circa 13 chilometri da Ventimiglia. Acqua limpida color smeraldo, rocce levigate e piccole cascate ne fanno la meta d’acqua dolce più conosciuta della Riviera di Ponente. Questa guida spiega come raggiungerli, dove lasciare l’auto, quando andare e che differenza c’è tra i laghetti e il canyon che sta più a monte.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min

Il Barbaira scende dalle montagne dell’entroterra e, poco prima di entrare nel borgo, si apre in una sequenza di pozze profonde separate da salti e lastroni di roccia. Gli abitanti le chiamano semplicemente “i laghetti”. Le prime sono a pochi minuti dal ponte a schiena d’asino che dà accesso al centro storico; risalendo il torrente se ne incontrano altre, fino agli antichi ponti in pietra di Ponte Cin e Ponte Pau.
Il colore verde dell’acqua dipende dalla roccia e dalla vegetazione che si riflette: la macchia mediterranea arriva fino al bordo delle vasche. Parte del territorio comunale ricade nel Parco naturale regionale delle Alpi Liguri. Per il resto del borgo, dal ponte medievale al museo E Dubarìe, leggi la guida a Rocchetta Nervina; per un’altra tappa in valle c’è Dolceacqua.
Lascia l’auto in paese e raggiungi l’oratorio della Santissima Annunziata, all’ingresso del borgo. Da qui parte il sentiero, che passa accanto alla chiesetta campestre di San Bernardo e prosegue come sentiero Balcone, a mezza costa sopra il torrente, tra rocce, vecchi terrazzamenti e macchia mediterranea.
Il sentiero non è difficile, ma ha tratti sassosi e la segnaletica non è sempre presente: servono scarpe chiuse, non infradito. Per arrivare all’acqua bisogna spesso scendere su rocce lisce.
L’acqua del Barbaira è fredda anche in piena estate e le rocce bagnate sono scivolose. Entra con calma, non tuffarti dove non vedi bene il fondo e tieni d’occhio i bambini vicino ai salti d’acqua. Dopo forti piogge la portata del torrente cresce in fretta: in caso di allerta meteo evita il letto del torrente.
La stagione del bagno va dall’inizio dell’estate a settembre. I fine settimana di luglio e agosto sono i giorni più affollati, con molti visitatori anche dalla vicina Costa Azzurra: se puoi, vai in settimana o arriva entro metà mattina. A Ferragosto fa molto caldo e il rio Oggia, l’altro corso d’acqua del paese, è quasi in secca, mentre il Barbaira mantiene acqua nelle vasche. In primavera e in autunno i laghetti sono belli da vedere durante un’escursione, anche se l’acqua è troppo fredda per il bagno.
Da Ventimiglia o da Bordighera (uscite della A10) segui la provinciale della Val Nervia, passando per Dolceacqua, fino a Rocchetta Nervina. Il paese ha un parcheggio ampio, ma nei fine settimana estivi non basta per tutti quelli che vengono per i laghetti e il canyon. Il problema delle auto lasciate in divieto lungo la strada è stato segnalato più volte dal sindaco. Se il parcheggio è pieno, scendi a cercare posto più in basso e cammina, invece di fermarti sul bordo della provinciale. Senza auto puoi arrivare con gli autobus di Riviera Trasporti da Ventimiglia, verificando prima gli orari.

A monte dei laghetti il torrente si incassa in un vero canyon, frequentato ogni anno da migliaia di torrentisti da tutta Europa. Il torrentismo combina tecniche di speleologia, alpinismo e nuoto: si scende tra calate su corda, salti e scivoli d’acqua. Senza attrezzatura ed esperienza non si entra; chi vuole provare deve rivolgersi a una guida qualificata.
Il canyon è impegnativo anche per chi è esperto. Il 30 maggio 2026 una torrentista francese è rimasta ferita; l’8 e il 9 agosto 2026 altri due torrentisti francesi si sono infortunati, uno vicino a Ponte Cin, e sono stati recuperati con l’elicottero Grifo dei vigili del fuoco. Il terreno rende i soccorsi lunghi e complessi.
Domande frequenti
A piedi dal paese: il sentiero parte vicino all’oratorio della Santissima Annunziata, passa per San Bernardo e in circa cinquanta minuti arriva a Ponte Cin. Le prime pozze sono a pochi minuti dalle case.
Sì, d’estate è la meta più frequentata della valle. L’acqua è fredda e le rocce scivolose: entra con prudenza e non tuffarti senza vedere il fondo.
Nel parcheggio del paese. Nei fine settimana estivi si riempie presto: arriva al mattino e non lasciare l’auto in divieto lungo la strada.
Le prime pozze, vicine al paese, sono le più comode. Servono comunque scarpe chiuse e attenzione costante, perché il fondo è di roccia e ci sono salti d’acqua.
I laghetti sono vasche raggiungibili a piedi dal sentiero; il canyon è più a monte e si percorre solo con tecniche di torrentismo, attrezzatura ed esperienza o con una guida.
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