1. Ponte e riva del fiume
Parti dal ponte e dalla riva del Bormida: da lì il ponte, la porta e il paese stanno nella stessa foto. Poi entra dalla porta.
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Storia incerta del ponte fortificato sul Bormida, il crollo del 1744 e un giro a piedi: piazza Italia, castello, Villa Scarzella, Santa Maria.
Il ponte della Gaietta è il simbolo di Millesimo, l’unico punto del paese dove puoi vedere insieme fiume, ponte, porta e torre. Le guide lo ripetono quasi tutte con le stesse frasi, ma sulle date non concordano: qui trovi cosa si sa davvero, cosa è incerto e un giro a piedi del centro storico che parte da qui.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 3 min

Il ponte attraversa il Bormida e finisce in una porta con una torre di guardia coronata da merli ghibellini. Era l’ingresso occidentale al borgo e, per la sua forma, serviva a controllare l’accesso. Il borgo fu fondato nel 1206 da Enrico II Del Carretto. Il ponte compare nello stemma del Comune ed è chiamato anche «Ponte Vecchio».
La data è il punto più incerto. L’atto di fondazione del 1206 cita già il ponte, e alcune fonti pensano che la struttura risalga al Duecento, o anche al XII secolo. La torre invece è datata in modi diversi: per alcuni appartiene all’impianto originario, una guida (del 2016) la dice aggiunta alla fine del Quattrocento. Non c’è un documento citato dalle fonti che chiuda la questione, quindi qui la lasciamo come dubbio.

Le piene del Bormida hanno cambiato più volte l’aspetto del ponte. Nel 1744, dopo una piena, una delle due arcate del ponte antico crollò insieme a una torretta. Nell’Ottocento la parte caduta è stata sostituita: una fonte indica il 1878 per un ponte nuovo, poi rimpiazzato da una passerella sospesa, ancora presente accanto al ponte storico. Le fonti non sono chiare su questa sequenza, e un articolo recente dà la passerella per chiusa al pubblico: guardala senza contare di attraversarla ⚠️.
Il centro è piccolo. Non esistono tempi di percorrenza ufficiali: qui sotto trovi l’ordine che proponiamo, pensato per non tornare indietro.
Parti dal ponte e dalla riva del Bormida: da lì il ponte, la porta e il paese stanno nella stessa foto. Poi entra dalla porta.

Dalla porta si arriva a piazza Italia, con i portici e le botteghe di prodotti locali: torte di nocciole, formaggi, salumi, sughi al tartufo. Su un lato c’è il Palazzo Comunale, l’ex palazzo dei Del Carretto, dove la famiglia andò a vivere dopo il 1553. Una guida ricorda armature, un altare legato alla sosta di papa Pio VII nell’agosto 1809 e una stanza legata a Bonaparte. Per entrare non ci sono orari confermati ⚠️.

Poi sali verso il castello Del Carretto, smantellato nel 1553. Ai suoi piedi c’è Villa Scarzella, con il Museo Napoleonico e il museo del Parco del Bric Tana. Orari e ingresso non sono confermati: chiedi al Comune (019 564007) ⚠️.

Chiudi il giro scendendo alla chiesa romanica di Santa Maria extra muros, appena fuori dal nucleo storico. Le fonti sulle date sono discordanti (dal 998 al XII secolo).
Il ponte si vede tutto l’anno ed è gratuito: non ci sono orari. Per le visite ai musei e al castello scegli giorni che non coincidano con grandi eventi, in particolare l’inizio di ottobre, quando si tiene la Festa Nazionale del Tartufo (nel 2026 dal 2 al 4 ottobre) e il centro si riempie. Dopo piogge forti non avvicinarti alla riva del fiume.
Domande frequenti
Non abbiamo trovato una spiegazione documentata del nome. È detto anche «Ponte Vecchio».
È citato nell’atto di fondazione del borgo del 1206 e potrebbe risalire al XII secolo. Le fonti non concordano sulla data della torre.
Un articolo recente la dà per chiusa al pubblico. Non è confermato: chiedi al Comune.
Dalla riva del Bormida, da dove si vedono insieme ponte, porta e paese.
Non ci sono tempi ufficiali. Per la sola passeggiata del centro storico conta un’ora o due, più il tempo dei musei.
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