Una pittrice al lavoro su una tela nei vicoli di Valloria durante la manifestazione «Le porte dipinte»

Le porte dipinte di Valloria

Quante sono davvero, come si fa il giro, cosa chiedere prima di andare: porte dipinte, murale, museo e festa a Valloria.

Una pittrice al lavoro su una tela nei vicoli di Valloria durante la manifestazione «Le porte dipinte»
Dove
Valloria, frazione di PrelàImperia), a circa 15 km da Imperia
Quante porte
tra 150 e 170 a seconda della fonteil numero esatto non è confermato
Costo
il giro del paese è gratuitole porte sono all'aperto
Quanto serve
un'ora o duemezza giornata con museo, San Giuseppe e pranzo
Percorso
porte numeratecartelli blu «percorso consigliato» dalle tre fontane
Museo
delle Cose Dimenticatesi visita su richiesta ⚠️

Le porte dipinte sono il motivo per cui si cerca Valloria, un borgo della Val Prino a 437 metri, a circa 15 chilometri da Imperia. Dal 1994 pittori italiani e stranieri decorano le vecchie porte di stalle, magazzini e cantine nei vicoli del paese. Le guide ripetono cifre diverse e spesso un po’ vecchie: qui trovi cosa è confermato, come si fa il giro e cosa chiedere prima di andare.

Come è nata l'idea

Una porta dipinta a Valloria, opera di Filippo Biagioli

Alla fine degli anni Ottanta alcuni valloriesi trasferiti in città cominciarono a ritrovarsi per far rivivere il paese, che era sceso a una trentina di abitanti dopo la crisi dell’olio degli anni Cinquanta e Sessanta. Nel 1991 nacque l’Associazione Amici di Valloria «Le Tre Fontane», con una sagra nell’uliveto e lo slogan «A Valloria fai baldoria». Nel 1994 l’associazione restaurò l’oratorio di Santa Croce, per farne il museo, e iniziò a invitare pittori a dipingere le vecchie porte.

Il 2 giugno 2007 si festeggiarono le prime cento porte. Oggi Valloria fa parte dell’ASSIPAD, l’Associazione Italiana Paesi Dipinti.

Come sono fatte le porte

Sono porte di legno di case, stalle, magazzini e cantine, interpretate da artisti con stili diversi: ritratti di donna, paesaggi, scene sacre e di vita quotidiana, ballerine, pescatori, poeti, musicisti, figure fantastiche. Alcune opere sono bassorilievi. Tra i nomi citati dalle fonti c’è Filippo Biagioli, ma la lista completa degli artisti non è confermata: di solito una targa accanto alla porta riporta autore, anno e soggetto, e molte guide parlano di «un artista per porta».

Come si fa il giro

Una pittrice al lavoro su una tela nei vicoli di Valloria durante la manifestazione «Le porte dipinte»

Lascia l’auto nei piccoli parcheggi all’ingresso del paese e prosegui a piedi. Il primo colpo d’occhio è il murale «La raccolta delle olive» degli studenti del Liceo artistico di Imperia (se leggi di un murale di Mario Carattoli, è stato sostituito). Poi arrivi in piazza, dove ci sono le tre fontane, e da qui segui i cartelli blu del «percorso consigliato».

Le porte sono numerate lungo un percorso che attraversa tutti i carruggi. I vicoli sono stretti e a scalini, e il dedalo confonde: capita di passare più volte nello stesso punto, ed è normale. Metti scarpe comode, evita i tacchi, e porta con te una bottiglia d’acqua d’estate. Alcune guide dicono che non esiste una mappa; l’associazione ha fatto un opuscolo con la piantina, ma non è confermato che sia ancora disponibile ⚠️.

Rispetta le case

Le porte appartengono a case vere e in parte abitate, in un borgo di poche decine di persone. Guarda e fotografa, ma non toccare le porte, non aprire i cancelli, non entrare nei cortili. Parla piano nei vicoli. Se vuoi un ricordo, compra qualcosa dai produttori locali o mangia in piazza.

Prima o dopo le porte

Prelà Castello e gli uliveti della Val Prino

Dalle fontane una salita porta in circa dieci minuti alla chiesetta di San Giuseppe, da dove si vede la valle e, secondo l’associazione, nelle giornate limpide il profilo della Corsica. In piazza c’è il Museo delle Cose Dimenticate, nell’ex oratorio: non ci sono orari, si visita su richiesta e conviene chiamare prima il ristorante sulla piazza (0183 282742) ⚠️. Per l’elenco dei luoghi e le passeggiate torna alla guida a Valloria.

La festa e i pittori

La festa «A Valloria fai baldoria» è la manifestazione che per anni ha aggiunto nuove porte: i pittori dipingevano dal vivo mentre si mangiava tra gli ulivi. Le date sono incerte: nel 2014 ci furono due feste (luglio e agosto), alcune fonti parlano del primo fine settimana di luglio o di agosto, e una guida recente dice che le feste non si fanno più. L’edizione 2026 non è confermata: chiedi all’associazione.

Quante sono davvero

Il numero cambia perché le fonti sono di anni diversi: 100 porte nel 2007, 145 nel 2014, 158 e 167 sul sito dell’associazione (ferma agli anni scorsi), 144 secondo un articolo del 2022. In più alcune porte vengono restaurate e altre sostituite. Per questo scriviamo «tra 150 e 170»: se ne conti di meno o di più, non hai sbagliato tu.

Domande frequenti

Domande frequenti sulle porte dipinte di Valloria

Quante porte dipinte ci sono a Valloria?

Tra 150 e 170 a seconda della fonte. Il numero esatto non è confermato e cambia con i restauri.

Quando sono state dipinte le prime porte?

Dal 1994: l’idea è dell’Associazione Amici di Valloria. Le prime cento erano pronte nel 2007.

Il giro delle porte è gratuito?

Sì, si passeggia liberamente nel borgo. Il museo si visita su richiesta ed è meglio chiamare prima.

C'è una mappa delle porte?

Le porte sono numerate e c’è un percorso con cartelli blu dalle tre fontane. L’associazione ha fatto un opuscolo con piantina, ma non è confermato che sia ancora disponibile.

Quando conviene andare?

Le porte si vedono tutto l’anno: primavera e autunno hanno luce e temperature migliori. Per la festa chiedi all’associazione, perché le date non sono confermate.

Si può fotografare le porte?

Sì, ma senza toccare e senza entrare nei cortili: sono case vere.

Dove dormire

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Foto: Guidov22 (CC BY-SA 4.0) · Davide Papalini (CC BY-SA 3.0) · Autunno2022 (CC BY-SA 4.0) — Wikimedia Commons
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