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Campo Ligure
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Storia dal 1884, come si lavora, Museo Bosio, botteghe e corsi: la filigrana di Campo Ligure spiegata con orari e dati verificati.
La filigrana è una lavorazione orafa fatta di fili d’oro o d’argento sottilissimi, intrecciati e saldati a mano. A Campo Ligure è nata nel 1884 e ancora oggi è il mestiere che identifica il paese: c’è un museo, ci sono botteghe che lavorano nei caruggi e un centro dove si imparano le basi. Qui trovi storia, tecnica, cosa vedere e come orientarti.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min

La data di riferimento è il 1884. In quell’anno il maestro Antonio Oliveri (il cognome compare anche come Olivieri) aprì a Campo Ligure il primo laboratorio di filigrana, dopo aver lavorato a Genova. Altri artigiani seguirono il suo esempio e i laboratori arrivarono a 33: il paese diventò il principale centro di produzione e oggi è considerato il centro nazionale della filigrana in oro e argento. Le fonti locali non concordano sul perché il maestro si fosse trasferito, e per questo lasciamo da parte le leggende, come quella del colera.
Una sola fonte aggiunge che prima gli abitanti lavoravano chiodi per i cantieri navali di Genova, attività che perse valore nella seconda metà dell’Ottocento: è un dato da prendere con cautela.

La lavorazione segue quattro fasi, le stesse che il percorso multimediale del museo spiega al piano alto. Prima si fonde il metallo in barre. Poi si trafila, cioè si tira, fino a ottenere un filo sottilissimo. Il filo viene attorcigliato per fare il «filo granato». Infine l’artigiano modella e salda a mano il disegno con pinze e fiamma, e rifinisce il pezzo. Il risultato è un ornamento leggero, fatto di trame di filo.
Poiché gran parte del lavoro è manuale, il modo più sicuro per capire cosa stai comprando è chiedere all’artigiano di mostrarti la lavorazione e di indicarti il metallo.

Il museo è in via della Giustizia, nell’ex Palazzo di Giustizia, e nasce dalla donazione di Pietro Carlo Bosio e della moglie, che raccolsero pezzi nei mercati e nei negozi d’Europa. Bosio promosse mostre nel 1973, nel 1982 (a Palazzo Doria, Genova) e nel 1983. Le fonti non concordano sul numero di pezzi (alcune parlano di circa duecento, altre di oltre trecentocinquanta), ma tutte dicono che vengono da quattro continenti e che sono ordinati per area: Europa, Asia, Africa e America Latina. Si vedono gioielli, oggetti d’arredo e pezzi rari.
L’orario è quello autunnale del sito ufficiale: venerdì 16–18, sabato e domenica 10:30–12 e 16–18. Gruppi e visite guidate si prenotano al 010 920099 o al 351 980 7931. Il sito segnala anche una visita guidata il sabato e la domenica alle 11:40, con la salita alla torre del castello. Il prezzo del biglietto non è pubblicato. Per le visite combinate con il castello e il museo multimediale TraMe vedi la guida di Campo Ligure.
Le botteghe dei filigranisti sono lungo i caruggi che salgono verso il castello. Alcune lavorano a vista e sono il posto giusto per capire il mestiere; molte aprono su appuntamento. Comprare direttamente dall’artigiano è la scelta più semplice: puoi vedere il pezzo e farti spiegare la lavorazione. I prezzi dipendono dal metallo e dal lavoro: non ne esiste un elenco, quindi chiedi sempre prima.
Chi vuole provare può rivolgersi a FiligranArt, centro di formazione guidato dai maestri artigiani dell’associazione Intrecci Preziosi. Organizza corsi per adulti e bambini: nelle esperienze per i più piccoli si lavora un piccolo fiore che diventa ciondolo. Orari, durata e prezzi non sono pubblicati: scrivi o telefona prima.
Dopo oltre quindici anni nel 2026 è tornata la Mostra della filigrana, per la prima volta in versione internazionale. Si è tenuta il 20 e 21 giugno nell’ex Chiesa del Convento appena restaurata, con filigranisti di Campo Ligure e artiste e maestre da Macedonia del Nord, Stati Uniti, Paesi Bassi e Cina, oltre a sperimentazioni con la stampante 3D. È stata promossa dal Comune nell’ambito di un progetto finanziato dal PNRR. Una prossima edizione non è confermata; in passato la mostra si teneva tra agosto e settembre.
Domande frequenti
Una lavorazione orafa di fili d’oro o d’argento sottilissimi, intrecciati e saldati a mano per formare trame leggere.
Dal 1884, quando il maestro Antonio Oliveri aprì il primo laboratorio. Presto i laboratori diventarono 33.
Nelle botteghe lungo i caruggi del borgo; il museo spiega le quattro fasi della lavorazione.
Orario autunnale ufficiale: venerdì 16–18, sabato e domenica 10:30–12 e 16–18. Chiama il 010 920099 per gruppi e visite guidate.
Sì, il centro FiligranArt organizza corsi per adulti e bambini. Prezzi e date non sono pubblicati: chiedi direttamente.
Non c’è un calendario annuale confermato: nel 2026 si è tenuta il 20 e 21 giugno dopo oltre quindici anni.
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