Monte Maggiorasca: salita da Santo Stefano d’Aveto
La cima più alta dell'Appennino ligure (1.804 m): salita con seggiovia o a piedi, tempi, inverno e cosa non è ancora confermato.
Il Monte Maggiorasca con la neve
Quota
1.804 m, vetta con basalti e un ripetitorela statua della Madonna di Guadalupe sta poco sotto, sul ripiano meridionale (circa 1.800 m)
Partenza più comoda
Rocca d'Avetocon parcheggio grande e seggiovia per il Prato della Cipolla
Con la seggiovia
circa 200 m di dislivello e 2 ore 45–3 ore per l'anello Bue–Maggiorascarelazione Inalto
Senza seggiovia
circa 450 m in più fino alla sella tra Bue e Maggiorasca
Quando
tutto l'annoestate e autunno per il sentiero, inverno con ciaspole o sci alpinismo
Impianti
calendario estivo e invernale 2026-27 non ancora pubblicato
Il Monte Maggiorasca, 1.804 metri, è la cima più alta dell’Appennino ligure e sta sopra Santo Stefano d’Aveto, sul confine con l’Emilia-Romagna. Si può salire in tutte le stagioni, ma la gita cambia molto con la seggiovia aperta o chiusa e con la neve. Qui trovi le tre salite più usate, i tempi delle relazioni e che cosa non è ancora confermato.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min
Perché si sale da qui
Dalla cima si vedono la Val d’Aveto, la Val Ceno e i crinali dell’Appennino tosco-emiliano; con aria limpida si arriva alle Alpi Apuane. Il Maggiorasca fa parte del Parco naturale regionale dell’Aveto e ha una flora d’alta quota rara: sulle rocce basaltiche crescono specie alpine e piante endemiche dell’Appennino, come la Primula marginata e l’Armeria marginata. Fino al 1970 circa c’era qui uno skilift: restano le fondazioni di due piloni.
La statua è del 1947: in segno di riconoscenza per la protezione data alla valle durante la guerra, fu posta in cima una Madonna di Guadalupe in bronzo, opera di Gaetano Olivari. Ogni 27 agosto un pellegrinaggio porta fedeli ed escursionisti fin lassù.
Tre modi di salire
Con la seggiovia, da Rocca d'Aveto
È la via più corta. Dal parcheggio di Rocca d’Aveto la seggiovia sale al Prato della Cipolla, dove c’è un rifugio con ristorante; da qui un secondo tronco arriva al Monte Bue (circa 1.775 m). Dal Bue si segue il crinale fino al Maggiorasca, passando per la sella Costazza (1.677 m). La relazione Inalto dà 2 ore 45–3 ore per l’anello completo, con un dislivello di circa 200 metri, ed è un’escursione da E (escursionistica): il tratto dopo la vetta è poco segnalato. Una breve deviazione porta al Lago Nero, un piccolo specchio d’acqua.
Questa via funziona solo con gli impianti aperti. Il gestore (Ski Area Santo Stefano d’Aveto) pubblica il calendario estivo come immagine e non abbiamo trovato una data certa per il 2026-27: chiama il 366 4227837 prima di partire. Il prezzo della corsa non è confermato.
A piedi, da Rocca d'Aveto
Se la seggiovia è chiusa, la stessa gita si fa a piedi: la relazione Inalto calcola circa 450 metri in più fino alla sella tra Bue e Maggiorasca, e circa 2 ore e 15 in più tra andata e ritorno. Altre relazioni descrivono un anello lungo, da Rocca d’Aveto con il Monte Roncalla, il Monte Nero e il Passo della Lepre: oltre 16 km e quasi 1.000 metri di dislivello, per escursionisti allenati. Per le scarpe e l’attrezzatura vedi sotto.
Dal paese, passando per il Prato della Cipolla
Da Santo Stefano d’Aveto c’è un anello con il Prato della Cipolla: secondo Komoot è di circa 11 km e 780 m di dislivello, per 4 ore 40 minuti, di difficoltà media. Il dato è indicativo e non viene da una fonte ufficiale: i sentieri e i segnavia vanno controllati sul posto o con il Parco dell’Aveto (0185 340311).
Il Maggiorasca d'inverno
Con la neve il Maggiorasca diventa una meta per ciaspole e sci alpinismo, e il Prato della Cipolla è il punto di partenza degli sciatori. A fine gennaio 2026, dopo le nevicate, nel weekend del 31 gennaio e 1° febbraio erano aperte le due seggiovie, la sciovia e il tapis roulant, con piste sopra i 1.600 metri e orari dalle 9 alle 16:30. La neve però non è sempre sufficiente: le aperture si annunciano sulla pagina Facebook «Impianti Val d’Aveto».
In inverno la cima è esposta al vento e alla nebbia, e la neve nasconde i sentieri. Vai solo con tempo stabile, controlla l’allerta ARPAL e porta ramponcini o ciaspole secondo le condizioni. Sulla montagna ci sono anche vie di arrampicata, estive e invernali, ma sono per alpinisti attrezzati.
Cosa portare e quando evitarlo
Scarpe da trekking, giacca antivento e strati in più anche d’estate: a 1.800 metri la temperatura cambia in fretta e le nebbie arrivano senza preavviso. Porta acqua e una carta del Parco. Evita il Maggiorasca con temporale o nebbia fitta, e se conti sulla seggiovia per il ritorno chiedi prima l’orario dell’ultima corsa.
Domande frequenti
Domande frequenti sul Monte Maggiorasca
Quanto è alto il Monte Maggiorasca?
1.804 metri: è la cima più alta dell’Appennino ligure e della provincia di Genova.
Si può salire con la seggiovia?
Sì, quando gli impianti sono aperti: da Rocca d’Aveto al Prato della Cipolla e poi al Monte Bue. Il calendario 2026-27 non è ancora pubblicato.
Quanto ci vuole per salire?
Con la seggiovia, circa 2 ore 45–3 ore per l’anello Bue–Maggiorasca; senza, circa 450 metri in più di salita.
È una gita difficile?
Il sentiero con la seggiovia è escursionistico (E); è lungo e senza segnavia chiari dopo la vetta. Con la neve o la nebbia diventa più impegnativo.
Si può andare con i bambini?
Il Groppo Rosso, dal Prato della Cipolla, è più breve; il Maggiorasca richiede ore di cammino e tempo stabile.
Dove si dorme vicino agli impianti?
Il Rifugio Monte Bue ha 12 posti letto in due camerate da sei, con prenotazione telefonica (366 4227837). In paese ci sono alberghi, B&B e agriturismi.
Dove dormire
Dove dormire a Santo Stefano d’Aveto
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