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Acciughe ripiene alla ligure: ricetta al forno e fritte

Le acciughe ripiene alla ligure sono acciughe fresche aperte a libro, farcite con un impasto di mollica, Parmigiano, uova, aglio, prezzemolo e maggiorana e richiuse a due a due, come un panino di pesce. Si impanano e si cuociono in forno, oppure si friggono. Chi cerca «acciughe alla ligure» di solito trova questa ricetta.

Sono un piatto povero: pesce abbondante e poco caro, più pane raffermo e quello che c’è in dispensa. La difficoltà vera è pulire bene le acciughe; il resto è un impasto da mescolare. Qui trovi le dosi per quattro persone, gli errori da evitare e la differenza con le acciughe sotto sale di Monterosso, che sono un altro prodotto.

  • Origine: Liguria; ricetta di tradizione contadina e marinara, con molte versioni di famiglia
  • Tempo totale: circa 40 minuti, compreso il riposo del ripieno
  • Porzioni: 4 (circa 4 acciughe ripiene a testa)
  • Difficoltà: facile; la parte lunga è pulire il pesce
  • Ingredienti chiave: acciughe fresche, mollica ammollata nel latte, Parmigiano, maggiorana
  • Stagione: acciughe fresche in primavera ed estate; la pesca ligure per la salagione va dal 1° aprile al 15 ottobre

Ingredienti

Acciughe ripiene fritte servite con panissa e limone a Varazze

Ingredienti per 4 persone:

Acciughe

  • 500 g di acciughe fresche (circa 35, ne servono 32)

Ripieno

  • 3 filetti di acciuga sott’olio
  • 30 g di mollica di pane raffermo
  • 80 ml di latte
  • 1 spicchio d’aglio
  • 8 g di prezzemolo
  • 2 rametti di maggiorana
  • 20 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 1 tuorlo
  • 10 g di olio extravergine d’oliva
  • 2 g di sale fino

Impanatura e cottura

  • 1 uovo
  • 150 g di pangrattato
  • 30 ml di olio per la teglia e per irrorare
  • scorza grattugiata di mezzo limone, per servire (facoltativa)

Come si prepara

Acciughe fresche appena pulite nel lavello, con coltello e forbici, prima di farcirle
  1. Pulisci le acciughe: stacca la testa tirandola verso di te, estrai le interiora e apri il pesce a libro togliendo la lisca, senza separare i due filetti. Sciacqua e lascia scolare su un tagliere inclinato.
  2. Ammolla la mollica nel latte. Trita aglio e prezzemolo e falli scaldare dolcemente in un padellino con i filetti sott’olio e l’olio extravergine, senza farli colorire. Lascia raffreddare.
  3. Strizza bene la mollica e mescolala con il tuorlo, il Parmigiano, la maggiorana tritata e il sale. Aggiungi il composto freddo di acciughe.
  4. Lascia riposare il ripieno 10 minuti, così si compatta e si lavora meglio.
  5. Prendi 32 acciughe aperte: su 16 distribuisci una piccola cucchiaiata di ripieno, copri con un’altra acciuga e premi i bordi.
  6. Passa ogni coppia nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato.
  7. Fodera una teglia con carta da forno, ungi, disponi le acciughe e irrora con un filo d’olio.
  8. Cuoci in forno statico a 220 °C, a metà altezza, 10 minuti da un lato e 10 dall’altro. Servi calde, con scorza di limone o una spruzzata di succo.

Consigli e errori comuni

Acciughe aperte con ripieno verde disposte in una pirofila bianca dentro il forno
  • Scegli pesce fresco. Le acciughe devono essere sode e con il corpo ricurvo; se premendo sul ventre la carne si sfalda, non sono fresche.
  • Il pane conta. Meglio un pane casereccio con molta mollica e poca crosta: i pani con crosta dura diventano una poltiglia nel latte.
  • Spremi la mollica. Un impasto troppo bagnato non tiene e scivola fuori dal pesce; se è troppo molle, aggiungi un po’ di pangrattato.
  • Non friggere troppo. L’acciuga cuoce in fretta: nella versione fritta basta circa un minuto per lato.
  • Controlla il forno. Le fonti danno da 180 a 220 °C e tempi da 10 a 30 minuti: dipende dal forno e dallo spessore. Cerca la doratura e verifica che il ripieno sia cotto.
  • In anticipo. Puoi preparare le acciughe ripiene e tenerle coperte in frigorifero fino al momento di cuocerle.

Varianti

  • Fritte. Si impanano come sopra e si friggono in abbondante olio caldo, circa un minuto per lato, dalla parte del ripieno per prima. Il forno è la versione più leggera.
  • Con le bietole. In alcune versioni il ripieno si fa con bietole lessate e strizzate, cipolla, uova e Parmigiano.
  • Con noci e capperi. Altre versioni aggiungono noci, capperi dissalati o scorza di limone nel ripieno; c’è anche chi toglie l’aglio o il formaggio.
  • Sul letto di patate. Si dispongono le acciughe su fettine di patata sbollentata e si infornano a 180 °C ventilato per 25–30 minuti.

Le dosi variano da famiglia a famiglia: nelle fonti confrontate la quantità di mollica va da 30 a 150 g. Con le sarde si fa allo stesso modo: sono più grasse e più facili da pulire.

Storia e origine

Le acciughe ripiene nascono nella cucina contadina e marinara ligure: un pesce comune, a cui si aggiungono ingredienti di terra come pane, uova e formaggio. Non esiste una data di nascita documentata, e le versioni sono tante, anche all’interno della stessa famiglia.

Nella versione genovese il ripieno ha il Parmigiano e le acciughe si cuociono al forno; la frittura è l’altra cottura tradizionale.

Dove assaggiarlo in Liguria

È un piatto di cucina di casa, e la sua cornice è la cucina ligure. Per orientarti nel mangiare ligure parti dalla guida alla cucina ligure.

  • A Genova il pesce azzurro fritto e al forno fa parte della cucina tradizionale: vedi cosa mangiare a Genova.
  • Nelle Cinque Terre le acciughe sono di casa a Monterosso; per la visita vai alla guida del paese.

Per un antipasto ligure completo accompagnale con la farinata e la focaccia genovese; per il primo, il pesto genovese.

Monterosso e le acciughe sotto sale

Acciughe sotto sale in un vasetto di vetro con il peso sopra, durante la maturazione

Le acciughe di Monterosso sono un prodotto diverso dalle acciughe ripiene: si mangiano salate, non fresche. Per questa ricetta servono acciughe fresche.

La denominazione tutelata è l’IGP «Acciughe sotto sale del Mar Ligure», registrata a livello europeo (Reg. CE 776/2008, modificata nel 2017): vale per tutto il mare ligure, non solo per Monterosso. Il disciplinare prevede pesca con la lampara dal 1° aprile al 15 ottobre, pulizia a mano, strati di sale e maturazione di 40–60 giorni, poi vasetti di vetro detti arbanelle.

A Monterosso la tradizione vuole che le barche escano di notte con la lampara a partire dal 29 giugno, San Pietro. Per le feste dedicate (una a giugno per l’acciuga fritta, una a settembre per quella salata) controlla le date con il paese.

Cosa bere

In Liguria si abbina un bianco fresco e secco come il Vermentino. Per i vini del territorio vedi vini liguri.

Domande frequenti

Le acciughe ripiene si fanno al forno o fritte?

Tutte e due le versioni sono tradizionali. Il forno è più leggero e più facile da gestire; la frittura dà una crosta più croccante.

Posso usare le sarde al posto delle acciughe?

Sì. Sono simili per dimensione e si farciscono nello stesso modo: sono più grasse e più facili da pulire, ma hanno un sapore un po’ diverso.

Si possono preparare in anticipo o congelare?

Puoi prepararle e tenerle coperte in frigorifero fino alla cottura. Si possono congelare crude o cotte; quelle crude vanno scongelate in frigorifero prima di infornarle.

Sono sicure da mangiare, con le uova e il pesce crudo nel ripieno?

Sì, se cuoci bene: il pesce e le uova del ripieno vanno cotti fino in fondo. Il pesce crudo o marinato (acciughe al limone) è un’altra cosa: l’aceto e il limone non uccidono l’anisakis, quindi si congela prima secondo le indicazioni della tua ASL.

Che differenza c’è con le acciughe sotto sale di Monterosso?

Le acciughe ripiene usano pesce fresco e si cuociono. Le acciughe di Monterosso sono conservate sotto sale per 40–60 giorni e si mangiano così, con olio, oppure si usano in cucina come condimento.

Quando si mangiano?

Le acciughe fresche sono un pesce di primavera ed estate. La pesca ligure per la salagione va dal 1° aprile al 15 ottobre, secondo il disciplinare dell’IGP.

Che pane devo usare per il ripieno?

Un pane casereccio con molta mollica e poca crosta. Il pane raffermo va bene, ma non quello con la crosta dura.

Foto: Pampuco (CC BY-SA 4.0) · F Ceragioli (CC BY-SA 4.0) · F Ceragioli (CC BY-SA 4.0) · Roger469 (CC BY-SA 3.0) — Wikimedia Commons
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