Il portico di corso Mario Ponzoni a Pieve di Teco

I portici di Pieve di Teco

Com'è fatto un portico di Pieve di Teco, quando fu costruito e come girare corso Ponzoni a piedi, tra mercatino e fiere.

Il portico di corso Mario Ponzoni a Pieve di Teco
Dove
corso Mario Ponzoniasse del "borgo nuovo", e via Piave con i portici più piccoli
Misure
altezza circa 7 metri, passo di 8 metrila lunghezza complessiva non è documentata
Quando
costruiti dal Quattrocentoquasi completi nel 1533
Costruttori
le singole famigliecon altezza proporzionata al censo
Ingresso
sempre liberosi cammina in strada
Quando conviene
l'ultima domenica del mese c'è il mercatino dell'antiquariato sotto i portici

I portici sono la cosa più riconoscibile di Pieve di Teco: archi ogivali in pietra che coprono la strada principale, corso Mario Ponzoni, e proseguono, più piccoli, nei vicoli accanto. Qui trovi com’è fatto un portico, quando fu costruito e da dove conviene cominciare la passeggiata. I dati vengono dal Comune e dalla storia del borgo; dove le fonti mancano lo scriviamo.

Com'è fatto un portico di Pieve

Portici in pietra con tavolini all'aperto a Pieve di Teco

I portici di corso Ponzoni sono grandi archi ogivali, alti circa 7 metri su un passo di 8. Non sono un’opera pubblica unica ma la somma di tanti portici di casa: li costruirono le singole famiglie, e l’altezza era proporzionata al censo del proprietario. Una norma della Repubblica di Genova fissava l’altezza minima, così la fila restava continua.

Guardando in alto si vedono i segni del lavoro di bottega: anelli e carrucole fissati alle volte, che servivano per le stadere e per sollevare i carichi, e piccole finestrelle aperte nelle volte. Sotto i portici si aprono i fondachi, accessi sotterranei presenti in quasi tutte le case del centro: cantine, alcune lunghe quanto l’intera casa, altre corte quanto il solo portico. Qualcuna ha una colonna di pietra che regge la volta.

Perché sono qui: la storia in breve

Il “borgo nuovo”, cioè l’attuale Pieve, nasce nel 1233 per un accordo tra i valligiani e il marchese Antonio di Clavesana, che prevedeva almeno 200–300 famiglie. Nel 1386 il paese passa alla Repubblica di Genova, che lo trasforma in una piazzaforte di confine con il Piemonte, con un proprio Capitano. È il secolo dell’espansione: il Comune colloca nel Quattrocento l’inizio dei portici, costruiti per il commercio e per mostrare il rango delle famiglie.

Un catasto del 1533 attesta che il paese ha raggiunto all’incirca l’estensione di oggi dentro le mura e che i portici sono quasi completati: da lì in poi si cresce fuori, verso monte e verso il Borghetto. Nel 1625 i Savoia espugnano il paese e distruggono il castello, ma i portici restano. Altri siti li dicono del Cinquecento: non c’è contraddizione, perché la costruzione durò più di cent’anni.

Itinerario a piedi sotto i portici

Un vicolo con arco nel centro storico di Pieve di Teco

Una passeggiata completa dura un’ora e mezza o due, soste comprese. Non c’è una segnaletica ufficiale, quindi il percorso qui sotto è un ordine consigliato.

  1. Una delle due piazzette: il corso finisce in due piazze, e la Collegiata di San Giovanni Battista affaccia su una di esse. Parti da qui per vedere la facciata neoclassica.
  2. Corso Ponzoni, da un capo all’altro: cammina sul lato in ombra e guarda in alto per gli anelli e le carrucole. Il Municipio è palazzo Borelli, un edificio ottocentesco ceduto al Comune nel 1903.
  3. Via Piave: portici più bassi, stretti e poco profondi, di aspetto più arcaico, con case dalle scale esterne.
  4. Piazza Brunengo: un arco all’imbocco di via Piave e una casa antica e alta, restaurata con la pietra a vista.
  5. Borghetto e chiesa della Concezione: il quartiere nato fuori dalle mura, con una piccola chiesa dalla facciata del 1753.
  6. Madonna della Ripa: l’antica pieve del 1370, oggi museo diocesano.

Via Umberto I, vicino alla Collegiata, non ha portici (ne resta uno isolato, pericolante), ma ha case molto antiche e un arco alto e stretto.

Quando andare: mercatino, fiere e pioggia

Una piazzetta del centro storico di Pieve di Teco

Sotto i portici si tengono il mercatino dell’antiquariato (ogni ultima domenica del mese, circa 150 espositori secondo il Comune, anche con la pioggia), l’Expo Valle Arroscia a inizio settembre e la Fiera di Ottobre. Se vuoi vedere i portici vuoti, vai in un giorno feriale; se vuoi vederli pieni, scegli una di queste date. Con la pioggia i portici riparano: è uno dei motivi per cui il paese si visita bene anche in autunno.

Per il resto del borgo, dai musei al teatro, leggi la guida a Pieve di Teco. Per una gita nelle vicinanze guarda Dolcedo, Zuccarello e Imperia.

Domande frequenti

Domande frequenti sui portici di Pieve di Teco

Quanto sono lunghi i portici?

Non abbiamo trovato una misura ufficiale: non la scriviamo. Sappiamo invece che gli archi sono alti circa 7 metri con un passo di 8.

Di che epoca sono?

La costruzione comincia nel Quattrocento e si chiude, in sostanza, nella prima metà del Cinquecento: nel 1533 un catasto li dà quasi completati.

Sono solo in corso Ponzoni?

No. Via Piave e i vicoli paralleli hanno portici più piccoli e bassi, di aspetto arcaico. Via Umberto I invece non ne ha, se non uno isolato.

Si pagano per entrare?

No: sono una strada. Si pagano solo i musei, con prezzi e orari da verificare presso Comune e museo diocesano.

Quando c'è il mercatino sotto i portici?

Ogni ultima domenica del mese, anche con la pioggia.

Dove dormire

Dove dormire a Pieve di Teco

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Foto: Davide Papalini (CC BY 2.5) · Davide Papalini (CC BY 2.5) · Davide Papalini (CC BY 2.5) · Davide Papalini (CC BY 2.5) · Davide Papalini (CC BY 2.5) — Wikimedia Commons
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