
La Cabotina
Il casolare diroccato appena fuori dalle mura, vicino alla porta della Fontana Soprana, è il luogo più legato al mito. Da qui si vede la valle, con le montagne spesso innevate d’inverno.
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La storia vera del processo del 1587–1589, il Museo della Stregoneria, la Cabotina, Strigora e Halloween: leggenda e realtà del paese delle streghe.
Triora è conosciuta in tutta Italia come il paese delle streghe. Dietro il nome c’è una storia vera: tra il 1587 e il 1589, dopo una lunga carestia, una trentina di donne del paese furono accusate di stregoneria, imprigionate e torturate. Questa guida separa i fatti dalla leggenda e raccoglie i luoghi da visitare, il museo e le feste che oggi ricordano quella vicenda.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min
Alla fine del Cinquecento Triora era un borgo importante della Repubblica di Genova, sulla strada verso la Francia. Dopo due anni di raccolti scarsi e di fame, in paese si diffuse l’idea che la carestia fosse causata da malefici. Le accuse caddero su donne povere o ai margini della comunità.
Arrivò prima il vicario dell’inquisitore di Genova; poi la Repubblica inviò un proprio commissario, Giulio Scribani, che condusse gli interrogatori con ancora più durezza. Sotto tortura tredici donne confessarono. L’anziana Isotta Stella morì durante gli interrogatori e un’altra donna si gettò da una finestra per sfuggire al tormento.
Scribani chiese la condanna a morte per quattro donne, ma il governo di Genova non la concesse senza altre prove. Nell’aprile del 1589 il processo fu fermato. Molti storici collegano la carestia alle manovre speculative dei proprietari, spesso tra gli stessi accusatori.
Molti siti raccontano di centinaia o migliaia di accusate e di streghe bruciate in piazza. Non è così: le fonti storiche parlano di una trentina di donne e di nessuna esecuzione. Questo non rende la vicenda meno tragica: le accusate subirono torture, prigionia e la perdita di tutto.
Nel dialetto locale le streghe si chiamano “bagiue”. La leggenda le vuole riunite alla Cabotina, guaritrici che conoscevano le erbe della montagna. È un’immagine nata nei secoli successivi, che oggi convive con il ricordo storico.

È la tappa principale per capire il processo. Il museo, fondato nel 1983, occupa tre piani e quindici sale dell’antico palazzo comunale, all’ingresso del paese. La parte etnografica racconta la vita contadina della valle Argentina; nei sotterranei sono ricostruiti gli interrogatori, con riproduzioni dei documenti processuali e strumenti di tortura.

Il casolare diroccato appena fuori dalle mura, vicino alla porta della Fontana Soprana, è il luogo più legato al mito. Da qui si vede la valle, con le montagne spesso innevate d’inverno.
Nei carruggi tre percorsi sono segnati da adesivi rotondi sul selciato. Il blu è dedicato alle curiosità e alle leggende e tocca i luoghi più suggestivi del borgo; il giallo è pensato per i bambini.
I resti del castello del Duecento, nel punto più alto del paese, e le antiche porte ricordano la piazzaforte genovese in cui si svolse il processo.

Strigora è la festa delle streghe di agosto, di solito la domenica dopo Ferragosto: nel 2026 si è svolta il 23 agosto. Il borgo diventa un teatro all’aperto con mercato medievale, musica nelle piazzette e rievocazioni del processo.
Il 31 ottobre Triora organizza ogni anno una giornata di Halloween con spettacoli, bancarelle e feste in maschera, dalla mattina alla notte. In passato l’ingresso al borgo era a pagamento con biglietto. Per il programma 2026, i biglietti e le eventuali navette dalla valle controlla il sito del Comune.
In entrambe le giornate il paese si riempie: arriva presto, lascia l’auto in basso e prenota per tempo se vuoi dormire in valle. Tutte le informazioni su come arrivare sono nella guida di Triora.
Domande frequenti
Circa trenta donne furono accusate e almeno venti arrestate. Le cifre di centinaia o migliaia di accusate che circolano online non trovano conferma nelle fonti storiche.
No. Alcune donne morirono in prigionia o per le torture, ma Genova non autorizzò le condanne a morte e nel 1589 fermò il processo.
Un casolare diroccato fuori dalle mura, vicino alla Fontana Soprana, dove secondo la leggenda si riunivano le streghe. È un luogo simbolico, non un monumento storico documentato.
Nel 2026 il biglietto intero costa 3 euro, il ridotto per i gruppi 2 euro e quello per bambini e scuole 1 euro.
Il 31 ottobre di ogni anno, con eventi dalla mattina alla sera. Programma e biglietti dell’edizione 2026 vanno controllati sul sito del Comune.
Dove dormire
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