Punta Secco
È la spiaggia più comoda: di ciottoli e sassolini, con uno stabilimento, un bar e acqua molto limpida. Guarda dritto su Portovenere e San Pietro. In agosto è piena, ma è l’unica con servizi ed è la più adatta ai bambini.
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Barche da Portovenere, approdi, spiagge di Punta Secco e Pozzale, periplo a piedi, forti e giro delle tre isole: la guida pratica alla Palmaria.
La Palmaria è l’isola davanti a Portovenere, separata dal borgo da un canale di poche centinaia di metri chiamato le Bocche. È la più grande isola della Liguria, fa parte del sito UNESCO di Portovenere e Cinque Terre e del parco naturale regionale di Porto Venere. Non ci sono auto né strade: si arriva in barca e si gira a piedi. Questa guida spiega quale barca prendere, dove sbarcare, dove fare il bagno e come fare il giro dell’isola.
Di Redazione Italian Riviera·Aggiornato il ·Lettura 4 min

L’unico modo è via mare. Dal molo Doria di Portovenere la cooperativa dei barcaioli fa la spola con l’isola tutto l’anno: in stagione indicativamente dalle 9 alle 19 circa ogni mezz’ora, a luglio e agosto con rientri fino a mezzanotte. D’inverno le corse sono ridotte e partono solo con mare buono. La biglietteria e il tabellone degli orari sono all’ingresso del borgo, vicino a piazza Bastreri. Verifica sempre l’orario dell’ultima barca di ritorno.
Le barche fermano in tre punti, e scegliere quello giusto cambia la giornata:
Da primavera all’autunno Navigazione Golfo dei Poeti collega la Palmaria anche con La Spezia e Lerici: comodo se dormi da quella parte del golfo e non vuoi passare da Portovenere in auto. A Portovenere ci sono anche noleggi di barche e gommoni, con o senza conducente.

È la spiaggia più comoda: di ciottoli e sassolini, con uno stabilimento, un bar e acqua molto limpida. Guarda dritto su Portovenere e San Pietro. In agosto è piena, ma è l’unica con servizi ed è la più adatta ai bambini.
Sulla punta sud, di fronte al Tino, è una baia di ciottoli levigati più selvaggia. Ci arrivi in barca oppure a piedi lungo il sentiero, con una discesa ripida nell’ultimo tratto. Sopra la spiaggia restano le vecchie cave di portoro, il marmo nero con venature dorate estratto qui fin dall’antichità.
Cala Fornace, sul lato est, si raggiunge solo dal mare, come diverse calette tra gli scogli: servono una barca a noleggio o un kayak. La spiaggia dei Gabbiani è chiusa ai bagnanti per il rischio di frane: rispetta i divieti.
Il periplo segue il sentiero 510: un anello di circa 6 chilometri e 245 metri di dislivello, da fare in 2–3 ore secondo il passo. Si parte dal Terrizzo e si può girare nei due sensi. Il tratto sul versante ovest corre sopra le falesie, con viste sul mare aperto e sulla costa verso le Cinque Terre; quello sud scende verso il Pozzale e il Tino.
La Palmaria è stata a lungo un’isola militare, e lo si vede. Vicino al Terrizzo c’è il Forte Umberto I, del 1887, restaurato e aperto solo in occasione di eventi. In alto, il Forte Cavour del 1861 è abbandonato e non si visita. Lungo il sentiero trovi batterie, vecchie postazioni e il belvedere di Punta Carlo Alberto, con la vista migliore sul borgo. Al largo della punta nord-est restano i ruderi della Torre Scola, una torre genovese distrutta dalle navi inglesi nel 1800.

Se non hai tempo per sbarcare, il giro delle tre isole in battello passa intorno a Palmaria, Tino e Tinetto in meno di un’ora, davanti alle falesie del lato ovest e alle grotte marine. Parte da Portovenere e, in stagione, da La Spezia e da Lerici.
Il Tino è zona militare, con il faro della Marina: si sbarca solo intorno al 13 settembre, festa di San Venerio, l’eremita che vi visse nel VII secolo ed è il patrono del golfo. Le corse partono da Portovenere e dalla Spezia, vanno prenotate e i posti sono limitati. Il Tinetto, uno scoglio con resti di antichi monasteri, si vede solo dal mare.
Domande frequenti
Pochi minuti: le barche partono dal molo Doria e attraversano il canale delle Bocche. In alta stagione partono circa ogni mezz’ora.
Sì, i barcaioli di Portovenere fanno servizio tutto l’anno, con meno corse e solo con mare buono. Bar e ristoranti dell’isola però sono quasi tutti chiusi.
Punta Secco è la più comoda, con servizi e vista su Portovenere. Il Pozzale è più selvaggio e tranquillo, di fronte al Tino.
Da due a tre ore per il periplo sul sentiero 510, circa 6 chilometri. Aggiungi le soste per il bagno.
Sì, ma le strutture sono pochissime. Quasi tutti dormono a Portovenere o alla Spezia e visitano l’isola in giornata.
Dove dormire
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