L’olio e i frantoi di Dolcedo
La taggiasca è la cultivar che domina questa valle, e a Dolcedo la storia dell’olio parte da lontano: nel 1103 la chiesa di San Tommaso fu affidata ai benedettini di Lérins, che diffusero la coltivazione dell’olivo. Sotto la loggia, le misure in marmo per l’olio ricordano quanto il prodotto contasse per l’economia della valle.
Oggi non esiste un elenco ufficiale di frantoi visitabili con orari. Molti vecchi mulini sono proprietà private e si vedono dagli spazi pubblici: i resti di ruote e canali sono visibili soprattutto vicino al ponte di Ripalta. Alcune aziende vendono l’olio direttamente e, a volte, organizzano visite o degustazioni, di solito su prenotazione: contatta l’azienda prima di andare. Per vedere un museo dell’olio vero, la scelta più sicura è il Museo dell’Olivo di Imperia. Tutto il percorso, con la filiera e il giro dei mulini, è nell’approfondimento su olio e frantoi.
Cosa mangiare a Dolcedo
La cucina locale è quella ligure di terra: torte di verdura ed erbe, focacce con l’extravergine, verdure ripiene, paste fresche e ravioli, coniglio alla ligure, stoccafisso, ricette con la borragine. Non esiste un piatto che sia «di Dolcedo» in senso stretto: qui conta l’olio, e lo si assaggia su tutto.
Due ristoranti sono nella Guida Michelin e hanno una particolarità: stanno in vecchi mulini. Equilibrio, in località Martin, è in un antico mulino restaurato sul Prino; lo chef è Jacopo Chieppa, già a Mentone al Mirazur. Casa della Rocca, in via Ripalta, è in un mulino del primo Novecento con ancora il torchio e la macina; cucina ligure di terra e mare. Prenota direttamente con il ristorante, perché orari e giorni di chiusura cambiano nel corso dell’anno. Nel centro storico, di solito la seconda domenica del mese, si tiene un mercatino di biologico, antiquariato e artigianato: verifica la data.
Passeggiate ed escursioni
Dolcedo è sul tracciato della Via Marenca e ha mulattiere ripristinate e segnalate, percorribili a piedi e in mountain bike tra terrazzamenti e ulivi. Alcune idee, da valutare con una mappa aggiornata:
- Sentiero dei Ponti: parte dalla zona di Santa Brigida e tocca i ponti della valle. Il tracciato è in parte asfaltato; le informazioni sono del 2016, quindi chiedi al Comune quali tratti sono percorribili.
- Anello Santa Brigida – Passo di Vena: sterrata fino al Passo di Vena (969 m) e rientro per mulattiera tra gli ulivi.
- Monte Faudo (1.149 m): da Ripalta passando per Lecchiore e il Passo di Vena. È un’escursione di mezza giornata o più, con molto dislivello. In cima ci sono una croce, una cappella e i ripetitori.
- Dolcedo – laghetti di Lecchiore: anello di circa 5 chilometri e 260 metri di dislivello, per chi vuole una passeggiata di un paio d’ore.
In estate controlla le ordinanze: a luglio 2026 il Comune ha dichiarato lo stato di grave pericolosità per gli incendi boschivi, con possibili divieti nei boschi. Porta acqua, scarpe da escursionismo e non sottovalutare il caldo sulle mulattiere esposte.
Eventi a Dolcedo
- Prima domenica di settembre: lancio delle mongolfiere di carta a Bellissimi, per la festa della Madonna della Misericordia (verifica il programma dell’anno).
- 21 dicembre: festa patronale di San Tommaso Apostolo.
- Inizio novembre: Olioliva, la festa dell’olio nuovo, si tiene a Imperia, non a Dolcedo. È l’occasione per assaggiare gli oli della zona.
Gite da Dolcedo
Dolcedo è un’ottima base per l’entroterra e per il Ponente imperiese. Le distanze sono in linea d’aria; i tempi di guida dipendono dalle strade, controllali su una mappa.
- Imperia: la più vicina, a pochi chilometri. Porto Maurizio, Oneglia e il Museo dell’Olivo; la stazione dei treni.
- San Lorenzo al Mare: circa 8 chilometri, il mare più vicino per un bagno.
- Cervo: borgo sul mare con la chiesa dei Corallini, a circa 10 chilometri.
- Diano Marina: spiaggia lunga e passeggiata, a circa 10 chilometri.
- Arma di Taggia e Sanremo: verso ponente, rispettivamente a circa 15 e 20 chilometri.
- Triora: il borgo delle streghe, a circa 30 chilometri in linea d’aria ma con una strada lunga.