Manarola

Un affresco dai colori solari, un paradiso di vitigni e ulivi, un antico borgo dai colori salini nel quale le case sembrano nascere dalla scogliera della lunga e stretta marina.

Manarola è frazione del comune di Riomaggiore, ma ha origini più antiche di questo, forse addirittura romane. Il nucleo attuale risale al XII secolo, nato a seguito dello spostamento di popolazioni che dalla Val di Vara e dall’insediamento romano di Volastra si mossero verso il mare per sfruttarne le risorse. Fu dei signori di Carpena e dei Fieschi, e nel 1276 passò sotto il dominio di Genova.

Manarola sembra un paese in miniatura, con un gruppetto di case-torri, che una a ridosso dell’altra si affacciano sulla via principale. Case costruite dalle mani dei contadini, ognuna con un colore diverso, come una tavolozza che splende al sole per la vivacità dei suoi colori, sfumati dalla salsedine in delicati toni pastello.

Un paesino che poi s’inerpica sul costone roccioso proteso sul mare, in un intreccio di stretti carruggi che corrono paralleli su più livelli intermedi collegati da irregolari scalinate in ardesia.

Manarola, quasi il più piccolo tra i borghi delle Cinque Terre, è tutta lì, nelle stradine incassate tra le case, da percorrere a piedi, su e giù per i gradini di pietra ei sentieri.

Le prime testimonianze storiche su Manarola appartengono alla seconda metà del Duecento, legate alle vicende della famiglia dei Fieschi di Lavagna. Passato sotto il dominio di Genova, il paese conobbe un progressivo sviluppo, diventando uno dei maggiori produttori di olio e vino.

Proprio a questa vocazione agricola Manarola deve probabilmente l’origine del suo nome: derivato da un Manaraea dialettale, risale a un antico magna Roea, vale a dire magna rota, o ‘grande ruota’ da mulino ad acqua.

Nella parte bassa del paese, infatti, si può ancora ammirare il vecchio mulino, o frantoio, restaurato dall’ente Parco nazionale delle Cinque Terre.

L’etimologia rimane pero molto incerta, altri fanno risalire il suo nome dal latino Manium arula, ovvero piccolo tempio dedicato ai Mani.

Il borgo di Manarola è dominato dalla parrocchiale di San Lorenzo, costruita nel 1338 in stile gotico, con un rosone romanico a dodici colonnine e, all’interno, un trittico con la Madonna e il Bambino.

Nella piazza della chiesa sorgono anche il quattrocentesco oratorio dei Disciplinati e la torre campanaria.

Più in alto, con una vista mozzafiato, si trova il santuario di Nostra Signora della Salute di Volastra. Il castello, un tempo baluardo difensivo contro le incursioni dei pirati saraceni, intorno al quale era sorto il nucleo centrale del paese, nei secoli e stato trasformato in abitazione privata, ma è tuttora ben riconoscibile per la sua struttura arrotondata in pietra. Il bastione di Manarola, l’unico rudere visibile del castello, ha una porta di accesso in via del Baluardo.

Due sono i musei che sorgono a Manarola: la casa-museo d’Arte contadina, in via Rollandi, che testimonia la vita dura dei contadini del luogo; e il museo dello Sciacchetrà, in via Discovolo, dove si mostrano gli strumenti utilizzati nella preparazione del vino più famoso della zona.

Per ammirare la magnifica struttura del borgo di Manarola bisogna recarsi sul promontorio di Punta Bonfiglio, su cui si snoda un camminamento costruito dai manarolesi e aperto nel 1968, e che permette di collegare la marina con lo scalo di Palaedo. 

paesi e città nei ditorni

In questa pagina ti ho dato solo un assaggio delle cose che puoi vivere e visitare durante il tuo soggiorno a Manarola.

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